Dal 1° gennaio 2026 i datori di lavoro possono presentare domanda per tre esoneri contributivi distinti: bonus giovani, bonus donne e bonus Zes. Le domande riguardano sia le assunzioni già effettuate dall’inizio dell’anno sia quelle future. Chi assiste imprese o professionisti nella gestione del personale deve verificare subito le posizioni aperte per non perdere la finestra di accesso.
Punti chiave
- Punto 1 — Le domande di esonero contributivo sono presentabili da subito per assunzioni dal 1° gennaio 2026.
- Punto 2 — I tre bonus (giovani, donne, Zes) hanno presupposti e platee di beneficiari distinti.
- Punto 3 — Le assunzioni già effettuate nel 2026 rientrano nel perimetro: nessuna finestra è ancora chiusa.
Chi assiste imprenditori o aziende nella gestione del personale ha ora uno strumento concreto da attivare: le domande per il riconoscimento degli esoneri contributivi previsti per le assunzioni del 2026 sono aperte. Questo vale sia per i contratti già stipulati dall’inizio dell’anno sia per quelli futuri, il che lascia margine operativo anche per i clienti che non si sono mossi per tempo.
Lo comunica La Gazzetta degli Enti Locali, segnalando l’apertura delle procedure per il bonus giovani, il bonus donne e il bonus Zes sulle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 o ancora da perfezionare.
Il contesto normativo
I tre esoneri trovano base nella Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha rifinanziato e rimodulato le agevolazioni contributive per l’occupazione giovanile, femminile e per le imprese operanti nelle Zone Economiche Speciali. Il bonus giovani si applica alle assunzioni a tempo indeterminato di under 35 mai occupati con contratto a tempo indeterminato. Il bonus donne riguarda categorie specifiche di lavoratrici svantaggiate ai sensi dell’art. 4, commi 8-11, L. n. 92/2012, che resta il riferimento definitorio. Il bonus Zes si inserisce nel quadro del D.L. n. 124/2023 (conv. L. n. 162/2023), che ha istituito la Zes unica per il Mezzogiorno: l’esonero premia le assunzioni nelle regioni incluse in quella perimetrazione geografica.
Cosa cambia per lo studio
- Verifica immediata del parco assunzioni 2026 dei clienti: qualunque contratto a tempo indeterminato stipulato da gennaio ad oggi potrebbe rientrare in uno o più dei tre regimi agevolativi, con recupero retroattivo dei contributi non versati in eccesso.
- Mappatura del profilo del neoassunto: età (under 35 per il bonus giovani), genere e condizione di svantaggio (bonus donne) e sede di lavoro (Zes unica per il bonus Zes) determinano quale agevolazione richiedere — o se sia possibile la cumulabilità, da verificare caso per caso.
- Predisposizione della documentazione a supporto della domanda: dichiarazioni del datore, contratti, comunicazioni obbligatorie (Unilav) e, per il bonus donne, evidenza della condizione di svantaggio della lavoratrice.
- Monitoraggio delle scadenze INPS: le circolari operative dell’Istituto definiscono le finestre di presentazione tramite cassetto previdenziale. Un ritardo nella domanda può far decadere il beneficio per i periodi già maturati.
- Aggiornamento dei clienti già operativi in Zes unica: molte imprese del Mezzogiorno ignorano di poter cumulare l’agevolazione contributiva con altri strumenti di sviluppo zonale. La segnalazione proattiva è un servizio a valore aggiunto immediato.
Attenzione a
Il primo rischio è la confusione tra i requisiti soggettivi dei tre bonus: un under 35 donna che lavora in Calabria potrebbe astrattamente rientrare in tutti e tre i regimi, ma la normativa attuativa limita o disciplina la cumulabilità. Presentare domande sovrapposte senza verifica preliminare espone il datore a recuperi contributivi con sanzioni.
Il secondo punto critico riguarda la prova della condizione di svantaggio per il bonus donne: la definizione dell’art. 4, L. n. 92/2012 è puntuale e non basta l’autocertificazione generica. Se la documentazione prodotta non corrisponde alla categoria richiesta, l’INPS revoca il beneficio con effetto retroattivo, generando un debito contributivo che il cliente difficilmente si aspetta.
Guida pratica: come procedere
- Mappa le assunzioni del cliente dal 1° gennaio 2026
Raccogli tutti i contratti a tempo indeterminato stipulati dal cliente dall’inizio dell’anno. Per ciascuno verifica data di assunzione, età del lavoratore, genere, condizione di svantaggio e sede di lavoro. Questa ricognizione preliminare determina quale dei tre bonus è potenzialmente applicabile. - Identifica il bonus applicabile per ogni assunzione
Abbina ogni contratto alla misura corretta: bonus giovani per under 35 mai assunti a tempo indeterminato, bonus donne per lavoratrici che rientrano nelle categorie dell’art. 4 L. 92/2012, bonus Zes per assunzioni in regioni della Zes unica. Verifica se esistono condizioni di sovrapposizione e le relative regole di cumulabilità. - Raccogli la documentazione a supporto
Per ogni domanda prepara: copia del contratto, ricevuta della comunicazione obbligatoria Unilav, dichiarazione del datore sui requisiti. Per il bonus donne aggiungi la documentazione che prova la specifica condizione di svantaggio secondo la categoria dell’art. 4 L. 92/2012, evitando autocertificazioni generiche. - Presenta la domanda tramite cassetto previdenziale INPS
Accedi al portale INPS con le credenziali del datore di lavoro e utilizza il servizio dedicato indicato nella circolare operativa di riferimento. Inserisci i dati richiesti per ciascun rapporto di lavoro agevolato e conserva la ricevuta di presentazione. Monitora l’esito entro i termini indicati dall’Istituto. - Monitora le scadenze e gli aggiornamenti INPS
Tieni sotto controllo le circolari INPS che fissano le finestre temporali per la presentazione. Un ritardo può far decadere il beneficio per i periodi già maturati. Imposta un promemoria periodico e segnala al cliente eventuali nuove istruzioni operative che modifichino requisiti o modalità di accesso.
Domande frequenti
Come si presenta la domanda per il bonus giovani 2026 all’INPS?
La domanda si presenta tramite il cassetto previdenziale del datore di lavoro sul portale INPS, seguendo le istruzioni della circolare operativa che l’Istituto emette per ogni misura. Il datore deve indicare i dati del contratto, la data di assunzione e attestare il requisito dell’under 35 mai occupato a tempo indeterminato. È opportuno conservare copia del contratto e della comunicazione Unilav come prova.
Il bonus Zes 2026 si può cumulare con altre agevolazioni per il Mezzogiorno?
La cumulabilità va verificata caso per caso sulle istruzioni INPS e sulla normativa attuativa della L. n. 207/2024. In linea di principio il bonus Zes contributivo non esclude automaticamente altri strumenti fiscali della Zes unica (credito d’imposta investimenti), ma il cumulo con altri esoneri contributivi sullo stesso rapporto di lavoro è soggetto a limiti specifici da controllare nella circolare di riferimento.
Quali sono i requisiti del bonus donne 2026 per le lavoratrici svantaggiate?
L’art. 4, commi 8-11, L. n. 92/2012 definisce le categorie: donne disoccupate da almeno 24 mesi ovunque residenti, oppure da almeno 6 mesi in aree svantaggiate o in settori con forte disparità occupazionale, oppure prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Ciascuna categoria ha soglie temporali e condizioni distinte: la documentazione deve provare la specifica fattispecie, non la condizione generica di disoccupazione.
Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali