Uso improprio dell’intelligenza artificiale negli atti difensivi e responsabilità
L’uso scorretto dell’intelligenza artificiale (AI) negli atti difensivi comporta importanti implicazioni sul piano della responsabilità professionale e processuale. La recente sentenza del Tribunale di Mantova n. 165/2026, emessa il 24 marzo 2026, rappresenta un punto di riferimento in questo ambito. Il giudice non si limita a rilevare l’inconferenza dei precedenti giurisprudenziali indicati, ma procede a verificare e “smontare” uno ad uno i riferimenti falsi generati dall’AI, accertandone l’estraneità rispetto al giudizio in corso.
La sentenza del Tribunale di Mantova e le “allucinazioni” dell’AI
Nel caso esaminato, la controversia riguardava un’azione revocatoria ordinaria proposta contro atti di donazione di beni immobili già gravati da ipoteca giudiziale. Il Tribunale ha evidenziato come l’uso dell’AI abbia prodotto citazioni giurisprudenziali inesistenti, definite “allucinazioni”, che avrebbero potuto compromettere la correttezza e l’efficacia degli atti difensivi. La decisione, disponibile integralmente consultando il testo ufficiale, rappresenta un monito sull’importanza di verificare rigorosamente le fonti e i riferimenti legali prodotti dall’intelligenza artificiale.
Formazione e metodo per un utilizzo professionale dell’AI in ambito legale
Per evitare errori derivanti dall’uso improprio dell’AI, si consiglia la lettura del volume “Intelligenza artificiale generativa per professionisti” di Giovanna Panucci, pubblicato da Maggioli Editore nel 2026. Questo manuale non è solo un testo sull’AI generativa, ma una guida operativa per passare da un uso empirico a un impiego professionale, strutturato e affidabile degli strumenti di intelligenza artificiale.
Il libro offre indicazioni pratiche per imparare il Legal Prompting, cioè come impostare richieste efficaci e comprendere il funzionamento delle risposte AI. Inoltre, approfondisce le tecniche per ridurre rischi ed errori, quali le allucinazioni e i bias, proponendo workflow replicabili per la redazione, la ricerca e l’analisi giuridica. Vengono anche trattati aspetti fondamentali come la privacy, la compliance GDPR e la verifica delle fonti.
Il volume è corredato da appendici operative, modelli, questionari e un vademecum terminologico, con contenuti digitali aggiornati per 24 mesi tramite la piattaforma Maggioli Cloud. È disponibile all’acquisto su Shop Maggioli e Amazon.
Importanza della verifica e affidabilità nei contenuti AI
Il caso giudiziario e la guida proposta sottolineano come l’adozione dell’intelligenza artificiale in ambito legale debba essere accompagnata da un rigoroso controllo e da un metodo professionale. L’accuratezza nella verifica delle fonti e la consapevolezza dei limiti dell’AI sono elementi imprescindibili per evitare errori che possono incidere negativamente sulla responsabilità professionale e sull’esito dei procedimenti.
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Fonte: GiuriCivile.it