Il Modello 5 Cassa Forense 2026 è disponibile da oggi: gli avvocati iscritti devono dichiarare redditi e volume d’affari dell’anno precedente entro le scadenze stabilite da Cassa Forense. Il mancato o tardivo invio espone a sanzioni amministrative e interessi di mora sulle somme dovute. Chi ha redditi variabili o esercita la professione in forma associata deve prestare attenzione alle regole di attribuzione del reddito ai fini previdenziali.
Punti chiave
- Punto 1 — Il Modello 5 2026 è attivo da oggi: verificare subito accesso e credenziali sul portale Cassa Forense.
- Punto 2 — La dichiarazione riguarda redditi e volume d’affari 2025: raccogliere la documentazione fiscale prima della scadenza.
- Punto 3 — Il mancato invio nei termini comporta sanzioni e interessi: non confondere la scadenza del Modello 5 con quella del 730 o del modello Redditi.
Da oggi gli avvocati iscritti a Cassa Forense devono fare i conti con una scadenza concreta: il Modello 5/2026 è online e il contatore è già partito. Ignorarlo o rimandare non è un’opzione: la dichiarazione previdenziale è obbligatoria e il ritardo produce effetti immediati sul piano sanzionatorio e contributivo.
La notizia è riportata da Diritto.it: il Modello 5/2026 è disponibile sul portale di Cassa Forense da oggi, con le relative scadenze per la trasmissione telematica e il pagamento dei contributi previdenziali dovuti sulla base dei redditi professionali 2025.
Il contesto normativo
L’obbligo dichiarativo trova il suo fondamento nell’art. 17 della legge 576/1980, istitutiva di Cassa Forense, che impone a ogni iscritto di comunicare annualmente i redditi professionali netti e il volume d’affari ai fini del calcolo dei contributi soggettivi, integrativi e di maternità. Il sistema contributivo attuale è regolato dal Regolamento dei contributi di Cassa Forense approvato con delibera del Comitato dei Delegati, aggiornato con le successive modifiche in materia di minimali e massimali. Sul piano sanzionatorio, l’art. 38 della stessa legge 576/1980 stabilisce le conseguenze del ritardo o dell’omissione: sanzioni fino al 30% dei contributi non versati, oltre agli interessi legali.
Cosa cambia per lo studio
- Accedere subito all’area riservata del portale Cassa Forense con le credenziali personali e verificare la disponibilità del Modello 5/2026: il sistema è attivo da oggi e ogni giorno di ritardo avvicina alla scadenza senza margini di recupero.
- Raccogliere i dati fiscali 2025: reddito professionale netto (risultante dalla dichiarazione dei redditi) e volume d’affari IVA. Questi due valori determinano rispettivamente i contributi soggettivi-integrativi e quelli di maternità.
- Calcolare gli eventuali conguagli: se nel 2025 il reddito ha superato le soglie su cui si è versato in acconto, la differenza va saldata entro i termini del Modello 5. Verificare anche se si rientra nella soglia del contributo minimo obbligatorio.
- Chi esercita in forma associata o in società tra avvocati (STA) deve attribuire correttamente la quota di reddito individuale: Cassa Forense valuta il reddito del singolo iscritto, non quello aggregato dello studio.
- Segnare in agenda le scadenze di pagamento: l’invio telematico del Modello 5 e il versamento dei contributi seguono calendari distinti. Non basta trasmettere il modello se il pagamento non arriva nei termini.
Attenzione a
Il primo rischio è confondere la scadenza del Modello 5 con quella della dichiarazione fiscale (730 o Redditi PF). Sono adempimenti separati con tempistiche diverse: il Modello 5 ha una propria finestra temporale e Cassa Forense non accetta la scadenza fiscale come giustificazione del ritardo previdenziale.
Il secondo errore frequente riguarda gli avvocati con doppia cassa o con periodi di iscrizione parziale nell’anno: chi si è iscritto o cancellato nel corso del 2025 deve verificare le regole di calcolo pro-rata dei contributi minimi, per evitare di versare importi errati che poi generano pratiche di rimborso o cartelle esattoriali.
Guida pratica: come procedere
- Accedere al portale Cassa Forense
Collegarsi all’area riservata del sito di Cassa Forense con le credenziali personali. Verificare che il Modello 5/2026 sia disponibile nella propria area dichiarativa. In caso di problemi di accesso, contattare l’assistenza prima che si avvicini la scadenza. - Raccogliere i dati reddituali 2025
Recuperare il reddito professionale netto 2025 dalla dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o 730) e il volume d’affari IVA dall’ultima dichiarazione IVA annuale. Questi due valori sono la base di calcolo dei contributi soggettivi, integrativi e di maternità. - Compilare e trasmettere il Modello 5
Inserire i dati richiesti nel Modello 5/2026 disponibile online, verificare il calcolo automatico dei contributi dovuti e trasmettere telematicamente entro la scadenza indicata da Cassa Forense. Conservare la ricevuta di trasmissione. - Versare i contributi entro la scadenza
Effettuare il pagamento dei contributi calcolati (soggettivo, integrativo, maternità e eventuale conguaglio) con le modalità accettate da Cassa Forense. La scadenza del pagamento può essere diversa da quella dell’invio del modello: verificare entrambe le date sul portale. - Verificare la correttezza del versamento
Dopo il pagamento, controllare nell’area personale del portale che il versamento risulti correttamente registrato. In caso di disallineamento tra quanto versato e quanto dovuto, procedere alla regolarizzazione prima che Cassa Forense emetta un avviso di addebito.
Domande frequenti
Entro quando va inviato il Modello 5 Cassa Forense 2026?
Cassa Forense fissa annualmente la scadenza per la trasmissione telematica del Modello 5 e per il versamento dei contributi. Per il 2026 le date precise sono indicate sul portale ufficiale nella sezione dedicata al Modello 5/2026. Non esiste proroga automatica: verificare il calendario pubblicato sul sito di Cassa Forense e segnare entrambe le scadenze — invio e pagamento — che non coincidono necessariamente.
Cosa succede se non invio il Modello 5 nei termini?
L’omissione o il ritardo espone a sanzioni fino al 30% dei contributi dovuti, oltre agli interessi di mora, ai sensi dell’art. 38 della legge 576/1980. Cassa Forense procede con avviso di addebito e, in caso di mancata regolarizzazione, può avviare il recupero coattivo. La ravvedimento spontaneo con sanzione ridotta va valutato prima che Cassa Forense contesti formalmente l’inadempienza.
Come si calcola il contributo integrativo nel Modello 5?
Il contributo integrativo è pari al 4% del volume d’affari IVA dichiarato per l’anno precedente. Va versato indipendentemente dal reddito: anche in caso di reddito zero o negativo, se c’è volume d’affari il contributo integrativo è dovuto. Il minimale assoluto scatta comunque per chi ha volume d’affari inferiore alla soglia stabilita dalla delibera contributiva di Cassa Forense vigente.
Fonte di riferimento: Diritto.it