Riforma ordinamenti professionali cosa cambia per lo studio


Il DDL delega di riforma degli ordinamenti professionali ha superato la prima lettura in Commissione Giustizia del Senato il 1° luglio 2026, recependo le istanze delle associazioni di categoria tra cui l’ANC. Il testo delega il Governo a riscrivere le regole degli ordini professionali, con possibili ricadute su accesso alla professione, formazione continua e governance degli ordini stessi. Lo studio legale o commerciale deve monitorare l’iter parlamentare perché i decreti delegati — una volta approvati — ridisegneranno obblighi e diritti della categoria.

Punti chiave

  • Punto 1 — La Commissione Giustizia del Senato ha approvato in prima lettura il DDL delega il 1° luglio 2026.
  • Punto 2 — Le associazioni non ordinistiche come ANC hanno ottenuto il riconoscimento formale delle proprie istanze nel testo.
  • Punto 3 — I decreti delegati attuativi potranno modificare accesso, formazione e governance degli ordini professionali.

Se il DDL delega di riforma degli ordinamenti professionali completa l’iter parlamentare e il Governo esercita la delega, lo studio legale o commerciale si troverà a operare sotto regole diverse su formazione continua, accesso alla professione e struttura degli ordini. Non si tratta di un cambiamento immediato, ma il punto di non ritorno è già passato: la Commissione ha votato, il testo avanza.

Il 1° luglio 2026 la Commissione Giustizia del Senato ha approvato in prima lettura il DDL delega di riforma degli ordinamenti professionali, accogliendo le richieste delle associazioni di categoria. L’ANC — Associazione Nazionale Commercialisti — ha diffuso un comunicato di apprezzamento, sottolineando come il dialogo con il legislatore abbia prodotto risultati concreti. Leggi il comunicato originale su MisterFisco.

Il contesto normativo

Gli ordinamenti professionali vigenti poggiano ancora sull’impianto della legge 14 gennaio 2013, n. 4 per le professioni non ordinistiche e sul d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 96 e successive modifiche per gli avvocati, mentre per i commercialisti il riferimento resta il d.lgs. 28 giugno 2005, n. 139. Il DDL in discussione si inserisce nel filone riformatore avviato dalla legge-delega 26 ottobre 2023, n. 160 (legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022), che all’art. 3 già indicava la razionalizzazione delle professioni regolamentate tra gli obiettivi del Governo. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 171/2012, ha peraltro ribadito che la disciplina degli ordini professionali rientra nella competenza legislativa esclusiva dello Stato ex art. 117, co. 2, lett. l), Cost., rendendo inattaccabile la base costituzionale del provvedimento.

Cosa cambia per lo studio

  1. Formazione continua obbligatoria: i decreti delegati potrebbero ridefinire monte ore, criteri di accreditamento dei provider e sanzioni per inadempimento, con effetti diretti sulla pianificazione annuale dello studio.
  2. Accesso e tirocinio: il testo delega potrebbe intervenire sulla durata e le modalità del tirocinio professionale, oggi fissate in 18 mesi per gli avvocati (art. 41 l. 247/2012) e in 18 mesi anche per i dottori commercialisti (art. 43 d.lgs. 139/2005).
  3. Ruolo delle associazioni non ordinistiche: l’ANC segnala che le proprie istanze sono state accolte, il che suggerisce un possibile rafforzamento del peso delle associazioni di categoria nei procedimenti disciplinari o nella certificazione della qualità.
  4. Governance degli ordini: la delega potrebbe introdurre limiti ai mandati, incompatibilità più stringenti o nuove forme di partecipazione degli iscritti alle decisioni dell’organo di autogoverno.
  5. Tariffa e preventivo: qualsiasi intervento sui compensi professionali minimi o sul regime del preventivo scritto (oggi regolato dall’art. 9 d.l. 1/2012 conv. in l. 27/2012) dovrà essere monitorato perché incide direttamente sui contratti con i clienti.

Attenzione a

Non confondere l’approvazione in Commissione con l’entrata in vigore. Il DDL ha superato solo la prima lettura in sede referente al Senato: manca il voto dell’Assemblea, poi il passaggio alla Camera e infine l’esercizio della delega da parte del Governo entro il termine che sarà fissato dalla legge. I decreti delegati possono arrivare anche 12-24 mesi dopo la promulgazione della legge delega. Agire oggi come se le nuove regole fossero già operative è un errore.

Attenzione alle norme transitorie. Le riforme degli ordinamenti professionali storicamente prevedono regimi transitori che salvaguardano posizioni acquisite (tirocini già avviati, mandati in corso negli organi ordinistici). Seguire l’iter sin dalla fase emendativa al Senato consente di intercettare disposizioni transitorie favorevoli prima che il testo si cristallizzi.

Domande frequenti

Quando entra in vigore la riforma degli ordinamenti professionali approvata al Senato?

L’approvazione del 1° luglio 2026 riguarda solo la prima lettura in Commissione Giustizia del Senato. Il DDL deve ancora passare l’Assemblea del Senato, la Camera dei Deputati e, dopo la promulgazione, il Governo deve emanare i decreti delegati. Realisticamente i nuovi obblighi non saranno operativi prima di 12-24 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge delega.

La riforma cambia le ore di formazione continua obbligatoria per gli avvocati?

Il DDL è una delega: il contenuto preciso degli obblighi di formazione continua sarà definito nei decreti delegati attuativi. Oggi gli avvocati devono assolvere 20 crediti formativi annui ai sensi del regolamento CNF del 16 luglio 2014. Fino all’entrata in vigore dei decreti, le regole attuali restano pienamente operative.

Cosa ha ottenuto l’ANC nella riforma degli ordinamenti professionali?

L’ANC ha comunicato che le proprie istanze sono state accolte nel testo approvato dalla Commissione Giustizia, senza dettagliare le singole modifiche. Il comunicato ufficiale del 1° luglio 2026 indica un rafforzamento del riconoscimento delle associazioni non ordinistiche nel sistema delle professioni. Per i contenuti specifici occorre attendere la pubblicazione del testo emendato.

Fonte di riferimento: MisterFisco