Per l’anno d’imposta 2025, la dichiarazione dei redditi si presenta nel 2026 con scadenze e modelli che riguardano direttamente i professionisti e i loro clienti. Gli studi legali devono verificare quali soggetti sono obbligati, quali redditi vanno dichiarati e quali novità normative incidono sulla compilazione. Ignorare le modifiche ai modelli o le nuove soglie di esenzione espone a sanzioni che partono dal 30% dell’imposta non versata ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 471/1997.
Punti chiave
- Punto 1 — Il modello 730/2026 copre i redditi 2025 con scadenza ordinaria al 30 settembre 2026.
- Punto 2 — I professionisti con partita IVA presentano il modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.
- Punto 3 — Le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione decorrono dal d.lgs. 471/1997 e possono essere ridotte con ravvedimento operoso.
Per uno studio legale, la stagione dichiarativa 2026 non è solo un adempimento proprio: riguarda i clienti persone fisiche, le società partecipate, i collaboratori e i casi di contenzioso tributario già aperti. Conoscere in anticipo scadenze, modelli e novità consente di pianificare le consulenze, evitare decadenze e intercettare opportunità di ravvedimento prima che scattino le sanzioni.
MisterFisco ha pubblicato una guida operativa sulla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025, con presentazione nel 2026, che analizza obblighi dichiarativi, tipologie di contribuenti e principali cambiamenti normativi. Puoi consultarla direttamente sul sito di MisterFisco.
Il contesto normativo
L’obbligo dichiarativo per le persone fisiche trova il suo fondamento nell’art. 1 del d.P.R. 600/1973, che stabilisce chi è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi e con quali modalità. Il modello 730 è disciplinato dall’art. 12 e ss. del d.lgs. 241/1997, mentre per i soggetti titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo si applica il modello Redditi PF, regolato dal TUIR (d.P.R. 917/1986) con specifico riferimento agli artt. 49-54 per i redditi di lavoro autonomo. Le sanzioni per omessa presentazione sono fissate dall’art. 1 del d.lgs. 471/1997 in misura compresa tra il 120% e il 240% dell’imposta dovuta, riducibili tramite ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del medesimo decreto.
Cosa cambia per lo studio
- Scadenze da segnare subito: il modello 730/2026 va presentato entro il 30 settembre 2026; il modello Redditi PF per autonomi e titolari di partita IVA scade il 31 ottobre 2026. Per i clienti con obbligo di versamento delle imposte, la prima rata scade il 30 giugno 2026 (con maggiorazione dello 0,40% se si paga entro il 30 luglio).
- Precompilata e responsabilità del CAF: l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione precompilata dal 30 aprile 2026. Se il cliente la accetta senza modifiche tramite CAF o intermediario, il visto di conformità sposta la responsabilità sul soggetto abilitato: valutare sempre se apporre il visto o limitarsi alla trasmissione.
- Redditi da locazione e cedolare secca: i clienti con immobili locati devono confermare o modificare l’opzione per la cedolare secca (21% o 10% per canone concordato). Il mancato rinnovo tempestivo dell’opzione fa rientrare il reddito nell’IRPEF ordinaria con aliquota marginale potenzialmente più alta.
- Quadro RW e monitoraggio fiscale: per i clienti con attività finanziarie o patrimoniali all’estero, il quadro RW del modello Redditi PF resta obbligatorio. Le sanzioni per omessa compilazione vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (art. 5 d.l. 167/1990, conv. in l. 227/1990), raddoppiate per i Paesi black list.
- Detrazioni e oneri documentali: dal 2025 alcune detrazioni per ristrutturazioni edilizie hanno subito rimodulazioni. Verifica con i clienti la documentazione già raccolta (SAL, bonifici parlanti, APE) per evitare che la detrazione venga disconosciuta in sede di controllo formale ex art. 36-ter d.P.R. 600/1973.
Attenzione a
Ravvedimento operoso e finestre temporali: il ravvedimento breve (entro 30 giorni) riduce la sanzione a 1/10 del minimo; quello lungo (entro 90 giorni) a 1/9. Oltre l’anno, la riduzione scende a 1/7 o 1/6 a seconda del momento. Molti clienti credono di poter ravvedersi in qualsiasi momento senza distinzioni di importo: non è così, e una consulenza tempestiva fa la differenza economica.
Dichiarazioni omesse e termini di accertamento: se un cliente non presenta la dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate ha tempo fino al 31 dicembre del settimo anno successivo per notificare l’avviso di accertamento (art. 43, comma 2, d.P.R. 600/1973, modificato dal d.lgs. 219/2023). Il termine raddoppiato rispetto all’ipotesi ordinaria cambia completamente la strategia difensiva in caso di contenzioso.
Domande frequenti
Quando scade la dichiarazione dei redditi 2026 per un avvocato con partita IVA?
Un avvocato titolare di partita IVA deve presentare il modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026 per i redditi dell’anno d’imposta 2025. Il versamento delle imposte risultanti va effettuato entro il 30 giugno 2026, con possibilità di proroga al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%.
Quali sanzioni scattano per la dichiarazione dei redditi omessa o tardiva?
Per omessa dichiarazione, l’art. 1 del d.lgs. 471/1997 prevede sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Per la dichiarazione tardiva presentata entro 90 giorni, la sanzione scende a 1/10 del minimo grazie al ravvedimento operoso ex art. 13 d.lgs. 471/1997. Oltre i 90 giorni si applicano riduzioni decrescenti fino a 1/6 prima della notifica dell’atto.
Il cliente che accetta la dichiarazione precompilata senza modifiche è esente da controlli formali?
Non del tutto. L’accettazione della precompilata senza modifiche esclude i controlli formali sulle spese già presenti nel modello (art. 5 d.lgs. 175/2014). Tuttavia, se il contribuente aggiunge dati o modifica quelli presenti, i controlli si estendono all’intera dichiarazione. Il CAF o il professionista che appone il visto di conformità assume responsabilità solidale per gli errori non rilevati.
Fonte di riferimento: MisterFisco