I contratti SAFE (Simple Agreement for Future Equity) stipulati da persone fisiche per finanziare start up innovative rientrano nella categoria degli investimenti in convertendo e danno accesso alla detrazione Irpef del 65%, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa sulle start up innovative. Lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 137 dell’8 luglio 2026, chiarendo un punto su cui operatori e consulenti attendevano una posizione ufficiale.
Punti chiave
- Punto 1 — I contratti SAFE qualificano come investimenti in convertendo ai fini della detrazione Irpef del 65%.
- Punto 2 — La detrazione spetta alle persone fisiche che investono in start up innovative regolarmente iscritte.
- Punto 3 — L’Agenzia delle Entrate ha formalizzato il chiarimento con la Risposta n. 137 dell’8 luglio 2026.
Se assisti investitori persone fisiche che finanziano start up innovative tramite strumenti atipici, questo chiarimento modifica la consulenza che puoi dare oggi. Un contratto SAFE non è più uno strumento fiscalmente incerto: l’Agenzia delle Entrate lo ha ricondotto agli investimenti agevolabili, con detrazione Irpef al 65% sull’investito.
Con la Risposta n. 137 dell’8 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i contratti SAFE (Simple Agreement for Future Equity) stipulati da persone fisiche possono essere qualificati come investimenti in convertendo in start up innovative, rientrando così nel perimetro degli incentivi fiscali previsti dalla normativa vigente.
Il contesto normativo
Il regime agevolativo per gli investimenti in start up innovative è disciplinato dall’art. 29 del D.L. n. 179/2012 (convertito con L. n. 221/2012), modificato e potenziato nel tempo fino all’attuale aliquota di detrazione Irpef del 65% per le persone fisiche. Il D.M. 28 dicembre 2020 ha fissato le condizioni operative per l’accesso al beneficio, richiedendo tra l’altro che l’investimento sia mantenuto per almeno tre anni. Il contratto SAFE è uno strumento di matrice anglosassone che attribuisce all’investitore il diritto a ricevere quote societarie al verificarsi di un evento futuro (tipicamente un round di finanziamento): la sua qualificazione giuridica come strumento di equity differito era il nodo interpretativo su cui l’Agenzia è intervenuta.
Cosa cambia per lo studio
- Puoi consigliare ai clienti persone fisiche di utilizzare contratti SAFE per investire in start up innovative, contando sulla detrazione Irpef del 65% già dalla stipula, non solo dalla conversione in quote.
- In sede di due diligence fiscale su operazioni di early-stage, verifica che la start up target sia regolarmente iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese come start up innovativa al momento dell’investimento.
- Il mantenimento dell’investimento per almeno tre anni è condizione necessaria per non perdere il beneficio: inserisci questa clausola di lock-up nella documentazione contrattuale o almeno segnalala esplicitamente al cliente.
- Per gli investimenti già effettuati tramite SAFE prima della Risposta n. 137/2026, valuta con il commercialista la possibilità di presentare dichiarazioni integrative o istanze di rimborso se la detrazione non era stata applicata per incertezza qualificatoria.
- Conserva la documentazione che attesta la qualifica di start up innovativa della società target alla data dell’investimento: in caso di controllo, è l’elemento probatorio centrale.
Attenzione a
Il rischio principale riguarda il momento rilevante per la detrazione: l’Agenzia qualifica il SAFE come investimento in convertendo, ma occorre verificare caso per caso se la detrazione scatta alla firma del contratto o alla conversione effettiva in equity. Una lettura affrettata del chiarimento potrebbe portare a detrarre in un’annualità sbagliata, con conseguente recupero da parte dell’ufficio.
Attenzione anche alla perdita del beneficio per decadenza: se la start up perde la qualifica di innovativa entro il triennio di lock-up, o se l’investitore cede la propria posizione contrattuale prima della scadenza, l’agevolazione può essere recuperata a tassazione. Questo scenario va gestito contrattualmente già in fase di negoziazione del SAFE.
Domande frequenti
Il contratto SAFE dà diritto alla detrazione Irpef del 65% per investimenti in start up?
Sì. Con la Risposta n. 137 dell’8 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che i contratti SAFE rientrano nella categoria degli investimenti in convertendo in start up innovative, consentendo alle persone fisiche di accedere alla detrazione Irpef del 65% prevista dall’art. 29 del D.L. n. 179/2012, nel rispetto dei requisiti ordinari.
Quando si perde la detrazione Irpef per investimento in start up innovativa?
La detrazione decade se l’investimento non viene mantenuto per almeno tre anni, come previsto dal D.M. 28 dicembre 2020. La perdita della qualifica di start up innovativa da parte della società target entro il triennio, o la cessione anticipata della posizione contrattuale da parte dell’investitore, possono determinare il recupero a tassazione del beneficio già fruito.
Come si documenta l’investimento in start up innovativa ai fini della detrazione?
Occorre conservare il contratto SAFE sottoscritto, la visura camerale della start up che attesti l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese alla data dell’investimento, e la certificazione rilasciata dalla società conforme al D.M. 28 dicembre 2020. In caso di controllo fiscale, questi documenti costituiscono la prova dell’accesso legittimo al beneficio.
Fonte di riferimento: MisterFisco