Classificazione rischio ponti e viadotti comunali scadenze 2026


I Comuni che non completano la classificazione del rischio dei ponti e viadotti di propria competenza secondo le Linee guida MIT rischiano di trovarsi esposti a responsabilità erariale e civile in caso di eventi dannosi. L’ANCI ha richiamato le amministrazioni con una nota del 7 luglio 2026, segnalando il mancato rispetto delle scadenze previste dal sistema di monitoraggio a tre livelli. Uno studio legale che assiste enti locali deve verificare subito se il proprio cliente ha formalizzato gli adempimenti e, in caso contrario, consigliare un’azione immediata per ridurre l’esposizione.

Punti chiave

  • Punto 1 — I Comuni inadempienti sulle Linee guida MIT per i ponti rischiano responsabilità civile ed erariale in caso di sinistro.
  • Punto 2 — La nota ANCI del 7 luglio 2026 fissa un richiamo formale: il documento può valere come prova della conoscenza dell’obbligo.
  • Punto 3 — Lo studio legale può offrire assistenza preventiva nella redazione degli atti interni di avvio della classificazione del rischio.

Se assisti un Comune o una Provincia, la nota ANCI del 7 luglio 2026 sui ponti e viadotti non è una circolare di servizio da archiviare: è un elemento che, in caso di sinistro futuro, un giudice o la Corte dei Conti potrebbero usare per dimostrare che l’amministrazione era a conoscenza dell’obbligo e non aveva agito. Il tuo cliente ha adottato formalmente la classificazione del rischio? Se la risposta è no o incerta, agisci adesso.

Con una nota del 7 luglio 2026 l’ANCI ha invitato le amministrazioni comunali a completare gli adempimenti previsti dalle Linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il monitoraggio e la sorveglianza delle infrastrutture stradali. Il riferimento è al sistema a tre livelli di ispezione introdotto dopo il crollo del Ponte Morandi, consultabile direttamente dalla fonte originale su La Gazzetta degli Enti Locali.

Il contesto normativo

Le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio delle infrastrutture stradali trovano il loro fondamento nell’art. 14 del Codice della Strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), che pone in capo agli enti proprietari delle strade l’obbligo di manutenzione, gestione e pulizia delle strade e delle loro pertinenze, comprese le opere d’arte. L’inadempimento di questo obbligo è la base su cui la giurisprudenza costruisce la responsabilità extracontrattuale ex art. 2051 c.c. per custodia di cosa in dotazione: la Cassazione Civile, con orientamento consolidato — da ultimo ribadito con ord. n. 3624/2024 — ricorda che il Comune risponde dei danni causati da infrastrutture in suo possesso salvo prova del caso fortuito. La mancata classificazione del rischio indebolisce drasticamente quella prova liberatoria.

Cosa cambia per lo studio

  1. Verifica immediata dello stato di avanzamento. Chiedi al cliente una ricognizione scritta su quanti ponti e viadotti di competenza comunale hanno completato il Livello 0 (censimento), il Livello 1 (ispezione visiva) e il Livello 2 (valutazione approfondita). L’assenza di documentazione è già un rischio.
  2. Formalizzazione degli atti interni. Se il Comune non ha ancora avviato la procedura, suggerisci l’adozione di una determina dirigenziale che incarichi il responsabile tecnico e fissi le scadenze interne: serve a dimostrare la diligenza dell’amministrazione in un eventuale giudizio.
  3. Copertura assicurativa. Verifica che la polizza RC del Comune copra i sinistri da infrastrutture per le quali non è ancora completata la classificazione del rischio: alcune clausole escludono i danni da strutture «non monitorate secondo le linee guida vigenti».
  4. Responsabilità erariale. Il mancato adempimento delle Linee guida MIT, dopo un richiamo formale come quello ANCI del 7 luglio 2026, rafforza l’elemento soggettivo della colpa grave richiesto dalla Corte dei Conti per l’azione di responsabilità erariale nei confronti dei funzionari e dell’organo politico che ha omesso di stanziare le risorse.
  5. Attività stragiudiziale preventiva. Per gli studi che gestiscono contenzioso con i Comuni, questo è il momento per offrire un servizio di compliance proattiva: mappatura degli obblighi, check-list degli adempimenti e assistenza nella predisposizione degli atti. È un segmento di lavoro concreto e non ancora saturo.

Attenzione a

Non confondere la classificazione del rischio con la semplice ispezione visiva periodica già prevista dai regolamenti interni. Le Linee guida MIT articolano il processo in livelli progressivi con output documentali specifici: un verbale di sopralluogo non equivale a una scheda di classificazione del rischio strutturale. Presentare al giudice documentazione generica come prova di adempimento può peggiorare la posizione del cliente.

Attenzione anche ai piccoli Comuni con patrimonio infrastrutturale consistente ma uffici tecnici sottodimensionati: in questi casi la delega a un professionista esterno deve essere formalizzata con un atto che trasferisca chiaramente la responsabilità operativa, altrimenti il Comune rimane esposto anche per l’operato del tecnico incaricato.

Domande frequenti

Il Comune risponde dei danni da crollo di un ponte se non ha completato la classificazione del rischio MIT?

Sì. In base all’art. 2051 c.c. il Comune risponde dei danni causati da cose in suo possesso salvo caso fortuito. La mancata classificazione del rischio secondo le Linee guida MIT rende molto più difficile provare la diligenza nell’attività di custodia, ampliando concretamente l’esposizione risarcitoria dell’ente in caso di sinistro.

Cosa rischia il funzionario comunale che non avvia la procedura di classificazione dei ponti dopo il richiamo ANCI?

Dopo un richiamo formale documentato come la nota ANCI del 7 luglio 2026, l’omissione può configurare colpa grave ai fini della responsabilità erariale davanti alla Corte dei Conti. Il funzionario che non ha dato seguito all’adempimento — e l’organo politico che non ha stanziato risorse — restano entrambi esposti all’azione contabile.

Come si avvia formalmente la procedura di classificazione del rischio ponti in un Comune?

Il punto di partenza è una determina dirigenziale che individua il responsabile del procedimento, i ponti e viadotti da censire, i tempi di completamento per ciascun livello di ispezione e le risorse assegnate. L’atto formalizza la conoscenza dell’obbligo e la volontà di adempiervi, elementi rilevanti sia in sede civile che erariale.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali