AI negli atti legali rischi per avvocati e conseguenze


L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella redazione di atti difensivi espone i professionisti legali a gravi responsabilità quando genera citazioni giurisprudenziali inesistenti. Il Tribunale di Mantova, con sentenza n. 165/2026 del 24 marzo, ha analiticamente confutato tutti i riferimenti giurisprudenziali presenti in un atto difensivo, risultati essere frutto di allucinazioni dell’AI. Questo caso evidenzia come l’affidamento acritico agli strumenti di intelligenza artificiale possa tradursi in violazioni deontologiche e processuali con conseguenze disciplinari e risarcitorie.

Il fenomeno delle citazioni false generate dall’AI

L’intelligenza artificiale generativa sta entrando progressivamente negli studi legali come strumento di supporto alla ricerca giurisprudenziale e alla redazione di atti. Tuttavia, i sistemi di AI possono produrre quello che tecnicamente viene definito “allucinazione”: l’invenzione di contenuti plausibili ma completamente falsi, incluse sentenze inesistenti con tanto di numero di registro, anno e massima giurisprudenziale.

Il caso esaminato dal Tribunale di Mantova rappresenta un esempio emblematico di questo rischio. Il giudice ha riscontrato che i precedenti giurisprudenziali richiamati nell’atto difensivo erano del tutto inventati, procedendo a una verifica puntuale e a una confutazione sistematica di ciascun riferimento. Questa operazione ha evidenziato non solo l’inconferenza degli argomenti, ma la loro totale inesistenza.

Responsabilità professionale dell’avvocato

L’avvocato risponde personalmente della veridicità e della correttezza delle affermazioni contenute negli atti processuali che sottoscrive. Il Codice Deontologico Forense impone al professionista il dovere di diligenza, competenza e di agire con lealtà e probità. La presentazione di atti contenenti citazioni false, anche se frutto di errori dell’AI, integra una violazione di questi doveri.

Sul piano processuale, l’art. 96 del Codice di procedura civile prevede la condanna della parte soccombente al risarcimento dei danni quando ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave. L’utilizzo non verificato di contenuti generati dall’AI potrebbe configurare quanto meno una colpa grave, esponendo l’avvocato e il cliente a conseguenze economiche.

Implicazioni disciplinari e reputazionali

Oltre alle conseguenze processuali, l’avvocato che presenti atti con citazioni false rischia procedimenti disciplinari davanti al Consiglio dell’Ordine. La condotta può integrare violazioni degli articoli del Codice Deontologico relativi a probità, dignità e decoro, con sanzioni che vanno dall’avvertimento fino alla sospensione o radiazione nei casi più gravi.

Non va trascurato l’impatto reputazionale: la scoperta di citazioni false da parte del giudice compromette gravemente la credibilità professionale dell’avvocato e può pregiudicare l’esito dell’intero giudizio, anche quando altre argomentazioni sarebbero fondate.

Buone prassi per l’uso dell’AI in ambito legale

L’intelligenza artificiale può essere un valido strumento ausiliario, ma richiede un uso consapevole e responsabile. Ogni riferimento normativo o giurisprudenziale suggerito dall’AI deve essere verificato attraverso banche dati ufficiali e attendibili. Il professionista non può delegare alla macchina la responsabilità delle proprie scelte tecniche e deve mantenere il controllo critico su ogni contenuto che sottoscrive.

Domande frequenti

Cosa succede se un avvocato cita sentenze false generate dall’AI?

L’avvocato può incorrere in responsabilità processuale ai sensi dell’art. 96 c.p.c., con condanna al risarcimento dei danni per lite temeraria, oltre a procedimenti disciplinari per violazione del Codice Deontologico Forense. La responsabilità è personale, nonostante l’errore origini dall’AI.

L’uso dell’AI negli studi legali è vietato?

No, l’uso dell’intelligenza artificiale non è vietato e può costituire un valido supporto professionale. Tuttavia, l’avvocato resta personalmente responsabile di verificare l’attendibilità di ogni contenuto generato dall’AI prima di utilizzarlo negli atti processuali o nei pareri.

Come verificare le citazioni giurisprudenziali suggerite dall’AI?

È indispensabile controllare ogni riferimento attraverso banche dati ufficiali come Italgiure, DeJure, il sito della Corte di Cassazione o altri archivi certificati. Non si deve mai dare per scontata l’esistenza di una sentenza senza averla consultata direttamente.

Fonte di riferimento: Giuricivile