AI Act e PA cosa cambia per gli avvocati dopo giugno 2026


Dal 16 giugno 2026 scatta la piena applicazione dell’AI Act (Reg. UE 2024/1689) anche per le pubbliche amministrazioni, con obblighi di trasparenza, conformità e formazione del personale. Gli studi che assistono enti locali, agenzie o amministrazioni centrali devono già oggi verificare se i sistemi AI in uso rientrano nelle categorie ad alto rischio dell’Allegato III del Regolamento. Il TAR Lazio ha intanto aperto un avviso per sandbox sperimentali, segnale che il contenzioso amministrativo sull’AI è già in moto.

Punti chiave

  • Punto 1 — Dal 16 giugno 2026 l’AI Act è pienamente applicabile agli enti pubblici che usano sistemi AI ad alto rischio.
  • Punto 2 — Il TAR Lazio ha pubblicato un avviso per sandbox AI: possibile anticipazione di nuovo contenzioso amministrativo.
  • Punto 3 — Gli avvocati che assistono PA devono verificare subito la conformità dei sistemi AI all’Allegato III del Reg. UE 2024/1689.

Se il tuo studio assiste enti pubblici, dal 16 giugno 2026 non potrai più ignorare il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). Gli enti che usano sistemi di intelligenza artificiale classificati ad alto rischio — si pensi ai software di profilazione dei dipendenti, ai sistemi di selezione nei concorsi o alle piattaforme di valutazione delle prestazioni — devono rispettare obblighi precisi di trasparenza, documentazione tecnica e supervisione umana. Un ente che non si adegua espone l’amministrazione a sanzioni e, soprattutto, a vizi di legittimità degli atti adottati con supporto AI.

La notizia arriva da GazzettaEntiLocali, che segnala tre elementi convergenti: la scadenza del 16 giugno 2026 per la piena operatività dell’AI Act sulla PA, l’avviso del TAR Lazio relativo a percorsi di sandbox sperimentale sull’intelligenza artificiale, e l’avvio di programmi formativi specifici per governare l’AI negli enti pubblici.

Il contesto normativo

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) è entrato in vigore il 2 agosto 2024. Le disposizioni sugli usi ad alto rischio — elencati nell’Allegato III — diventano obbligatorie il 2 agosto 2026 per i soggetti privati, ma per la PA il calendario si stringe: il 16 giugno 2026 è la data chiave per l’adeguamento dei sistemi già in uso negli enti pubblici, in base agli artt. 6 e 9 del Regolamento che disciplinano classificazione e sistema di gestione del rischio. Sul piano nazionale, il d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217 (Codice della PA digitale, CAD) continua ad applicarsi in parallelo, e l’art. 41 CAD impone già oggi che le decisioni amministrative automatizzate siano motivate e impugnabili. Qualsiasi atto della PA adottato con il supporto di un sistema AI non conforme all’AI Act potrà essere annullato dal giudice amministrativo per violazione di legge.

Cosa cambia per lo studio

  1. Mappa i sistemi AI dell’ente assistito. Prima di giugno 2026, verifica quali software la PA usa per decisioni che incidono su cittadini o dipendenti. Se rientrano nell’Allegato III dell’AI Act (selezione del personale, valutazione del merito, accesso a servizi pubblici), scattano gli obblighi di conformità degli artt. 9-15 del Regolamento.
  2. Controlla la documentazione tecnica. L’art. 11 AI Act impone che i fornitori dei sistemi ad alto rischio consegnino documentazione tecnica dettagliata. L’ente committente deve pretenderla contrattualmente: inserisci questa clausola già negli appalti in corso o in via di rinnovo.
  3. Tieni d’occhio il contenzioso TAR sull’AI. L’avviso del TAR Lazio sulle sandbox segnala che la giurisdizione amministrativa si sta attrezzando per gestire ricorsi su atti prodotti o supportati da sistemi AI. Nei prossimi 12 mesi il contenzioso aumenterà: aggiorna la tua strategia difensiva.
  4. Valuta i profili di responsabilità dell’ente. Se un sistema AI ad alto rischio produce un provvedimento lesivo senza adeguata supervisione umana, l’ente risponde sia per illegittimità dell’atto sia, in certi casi, per responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. verso il destinatario del provvedimento.
  5. Forma il personale o consiglia di farlo. L’art. 4 AI Act impone un obbligo di alfabetizzazione AI in capo agli utilizzatori di sistemi. Un ente che non forma il personale non può invocare la buona fede procedurale in sede di ricorso.

Attenzione a

Confondere il calendario delle scadenze. L’AI Act ha tre date diverse: agosto 2024 (entrata in vigore), febbraio 2025 (divieti per sistemi inaccettabili), agosto 2026 (obblighi per sistemi ad alto rischio). La scadenza del 16 giugno 2026 citata nell’articolo riguarda un adempimento specifico per la PA legato a provvedimenti attuativi nazionali: non coincide automaticamente con il 2 agosto 2026 del Regolamento. Controlla il decreto attuativo italiano non appena pubblicato.

Sottovalutare il vizio dell’atto amministrativo. Un provvedimento adottato con supporto AI senza rispettare l’art. 41 CAD (motivazione e impugnabilità) è annullabile indipendentemente dalla conformità all’AI Act. I due profili sono cumulativi, non alternativi: difendere o attaccare un atto della PA richiede di verificarli entrambi.

Domande frequenti

Dal 16 giugno 2026 cosa devono fare le pubbliche amministrazioni sull’AI Act?

Devono verificare se i sistemi AI in uso rientrano nelle categorie ad alto rischio dell’Allegato III del Reg. UE 2024/1689 e adottare un sistema di gestione del rischio conforme agli artt. 9-15 del Regolamento. In concreto: documentazione tecnica, supervisione umana, registro degli utilizzi e formazione del personale. Gli atti adottati senza questi presupposti sono impugnabili davanti al TAR per violazione di legge.

Un provvedimento della PA adottato con intelligenza artificiale è annullabile dal TAR?

Sì, su due binari distinti. Il primo è l’art. 41 CAD, che impone motivazione e impugnabilità per le decisioni automatizzate. Il secondo è l’AI Act: se il sistema usato è ad alto rischio e non è conforme agli artt. 9-15 del Regolamento, l’atto è viziato per violazione di legge europea direttamente applicabile. I due vizi sono cumulabili e vanno contestati entrambi nel ricorso.

Cos’è la sandbox AI del TAR Lazio e cosa interessa agli avvocati amministrativisti?

Si tratta di un percorso sperimentale annunciato dal TAR Lazio per testare l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi giurisdizionali o nella gestione dei ricorsi. Per gli avvocati amministrativisti è rilevante perché anticipa un cambiamento nelle prassi processuali e nella valutazione degli atti impugnati prodotti da sistemi AI. Vale la pena monitorare gli sviluppi e partecipare ai percorsi formativi collegati.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali