Concordato preventivo biennale 2026-2027 come cambia la proposta


Per il biennio 2026-2027 il MEF sta ridefinendo le modalità di formulazione della proposta di concordato preventivo biennale, con impatto diretto sui contribuenti ISA e sui forfettari che valuteranno l’adesione. Lo studio legale o il commercialista che assiste clienti autonomi o piccole imprese deve aggiornarsi ora sulle nuove regole di calcolo per non farsi trovare impreparato all’apertura della finestra di adesione.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il MEF ridefinisce i criteri della proposta CPB per il biennio 2026-2027 con nuove regole di calcolo.
  • Punto 2 — I contribuenti ISA e i forfettari restano le categorie destinatarie principali dello strumento.
  • Punto 3 — La finestra di adesione richiede preparazione anticipata: valutare ora la convenienza per i clienti.

Se assisti contribuenti con partita IVA — autonomi, professionisti, piccole imprese soggette agli ISA — il concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027 è già una questione aperta. Il MEF sta ridisegnando le regole con cui l’Agenzia delle Entrate formulerà la proposta, e la finestra operativa per decidere se aderire non ammette ritardi nell’analisi.

Secondo quanto riportato da Diritto.it, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta intervenendo sulle modalità di costruzione della proposta fiscale per il biennio 2026-2027, modificando i parametri già sperimentati nel primo ciclo applicativo dello strumento.

Il contesto normativo

Il concordato preventivo biennale è disciplinato dagli artt. 6-35 del D.Lgs. 13/2024, che ha introdotto lo strumento nell’ordinamento tributario italiano come misura di compliance volontaria. L’art. 10 del medesimo decreto regola i criteri che l’Agenzia delle Entrate utilizza per elaborare la proposta reddituale, criteri che il MEF può aggiornare con decreto ministeriale ai sensi dell’art. 9 D.Lgs. 13/2024. Per i forfettari, la base normativa di riferimento rimane l’art. 1, commi 54-89, della L. 190/2014, letto in combinato con le disposizioni speciali del D.Lgs. 13/2024. Qualunque variazione ministeriale ai parametri di calcolo incide direttamente sull’importo del reddito concordato proposto al contribuente e, di conseguenza, sulla convenienza dell’adesione.

Cosa cambia per lo studio

  1. I parametri di calcolo della proposta per il 2026-2027 vengono ridefiniti dal MEF: prima di consigliare l’adesione a un cliente, verifica che il software gestionale e i modelli di analisi siano aggiornati ai nuovi criteri.
  2. La proposta sarà disponibile tramite il cassetto fiscale e i software abilitati: controlla in anticipo le credenziali di accesso delegato per ogni cliente ISA o forfettario che intende valutare il CPB.
  3. La convenienza va ricalcolata da zero rispetto al biennio precedente: un reddito concordato accettabile nel 2024-2025 potrebbe risultare penalizzante con i nuovi parametri 2026-2027, o viceversa.
  4. Se gestisci clienti con andamento reddituale irregolare (es. attività stagionali, professionisti con committenti variabili), prepara già ora una simulazione comparativa tra reddito concordato atteso e reddito storico degli ultimi tre esercizi.
  5. La causa di esclusione per chi ha omesso dichiarazioni o ha debiti tributari rilevanti rimane operativa: verifica la posizione fiscale del cliente prima ancora di aprire il fascicolo CPB.

Attenzione a

Il rischio più concreto è consigliare l’adesione basandosi sulle regole del primo ciclo 2024-2025 senza aver verificato i nuovi parametri MEF: se il reddito concordato 2026-2027 risulta strutturalmente più alto rispetto alle aspettative del cliente, l’adesione si trasforma in un impegno fiscale oneroso anziché in uno strumento di pianificazione. Non aspettare la pubblicazione definitiva del decreto ministeriale per avviare la due diligence reddituale del cliente.

Secondo rischio: trascurare le cause di decadenza previste dall’art. 22 D.Lgs. 13/2024. Se il cliente aderisce e poi supera del 50% il reddito concordato (o lo scosta significativamente al ribasso per cause non eccezionali), decade retroattivamente dai benefici. Questo scenario va illustrato con chiarezza al cliente prima della firma, documentando l’avvenuta informativa nello scambio di corrispondenza professionale.

Domande frequenti

Quando apre la finestra di adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027?

Le date precise dipenderanno dal decreto ministeriale che definirà i nuovi parametri. Storicamente la finestra di adesione al CPB si è collocata nei mesi estivi (luglio-ottobre), contestualmente o subito dopo la presentazione del modello Redditi. Conviene monitorare la Gazzetta Ufficiale e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate già dalla primavera 2026.

Come si calcola la convenienza del concordato preventivo biennale per un professionista forfettario?

Il calcolo base confronta il reddito concordato proposto dall’Agenzia con il reddito atteso stimato dal contribuente per il biennio. Per un forfettario occorre applicare l’aliquota sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) al reddito concordato e al reddito stimato, verificando quale dei due scenari genera un carico fiscale inferiore. Vanno inclusi anche i contributi previdenziali, che seguono il reddito concordato se superiore a quello effettivo.

Cosa succede se il cliente decade dal concordato preventivo biennale dopo l’adesione?

Ai sensi dell’art. 22 D.Lgs. 13/2024, la decadenza comporta l’annullamento retroattivo degli effetti del concordato: il Fisco riprende a tassare il reddito effettivo, con possibile applicazione di sanzioni e interessi sulle differenze d’imposta. Le cause di decadenza includono il superamento del 50% del reddito concordato, l’omessa presentazione della dichiarazione e l’emersione di attività non dichiarate.

Fonte di riferimento: Diritto.it