ISA 2025 aggiornamento decreto MEF 2026


Il decreto MEF del 31 marzo 2026 (GU n. 88 del 16 aprile 2026) aggiorna gli Indici sintetici di affidabilità fiscale applicabili già al periodo d’imposta 2025. Chi assiste professionisti o piccole imprese deve verificare subito se il codice attività del cliente rientra tra quelli modificati e se il punteggio ISA atteso cambia rispetto all’anno scorso. Un punteggio inferiore a 8 espone il contribuente a una maggiore probabilità di controllo fiscale e preclude l’accesso ai benefici premiali previsti dall’art. 9-bis del d.lgs. 50/2017.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il decreto MEF 31 marzo 2026 modifica gli ISA applicabili alla dichiarazione redditi 2025.
  • Punto 2 — I benefici premiali (riduzione termini accertamento, esclusione accertamenti sintetici) restano legati al punteggio ISA pari o superiore a 8.
  • Punto 3 — I clienti con codici attività aggiornati devono ricalcolare il punteggio atteso prima di presentare il modello Redditi 2026.

Se assisti professionisti o imprenditori individuali nella gestione del rischio fiscale, il decreto del 31 marzo 2026 ti riguarda direttamente. Gli aggiornamenti agli ISA cambiano i parametri di calcolo già per il periodo d’imposta 2025, il che significa che le valutazioni di affidabilità che hai fatto lo scorso anno potrebbero non reggere più.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato l’aggiornamento 2026 degli Indici sintetici di affidabilità fiscale con il decreto del 31 marzo 2026, in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2026. I dettagli tecnici sono disponibili anche su MisterFisco.

Il contesto normativo

Gli ISA trovano la propria base nell’art. 9-bis del d.l. 50/2017 (convertito con l. 96/2017), che ha sostituito gli studi di settore introducendo un sistema di affidabilità su scala da 1 a 10. Il comma 11 dello stesso articolo elenca i benefici premiali riservati a chi ottiene un punteggio pari o superiore a 8: esclusione dagli accertamenti sintetici, riduzione a due anni dei termini di decadenza per l’accertamento, esclusione dalla determinazione sintetica del reddito. L’Agenzia delle Entrate aggiorna annualmente i modelli ISA tramite decreto ministeriale, conformemente all’art. 9-bis, comma 2, che prevede la revisione periodica degli indici sulla base dei dati dichiarativi e delle analisi econometriche.

Cosa cambia per lo studio

  1. Verifica dei codici attività aggiornati. Il decreto introduce modifiche a specifici modelli ISA: controlla subito se i codici ATECO dei tuoi clienti rientrano tra quelli revisionati. Un cambio di modello comporta variabili contabili e strutturali diverse.
  2. Ricalcolo preventivo del punteggio. Prima della presentazione del modello Redditi 2026 (periodo d’imposta 2025), usa il software ISA aggiornato per simulare il punteggio. Se il risultato atteso scende sotto 8, il cliente perde tutti i benefici premiali dell’art. 9-bis, comma 11.
  3. Adeguamento volontario ancora praticabile. Chi prevede un punteggio basso può valutare l’adeguamento ISA in dichiarazione, dichiarando maggiori ricavi o compensi fino al livello necessario per raggiungere la soglia. L’adeguamento comporta il versamento dell’IVA sulla differenza (salvo esonero per cause giustificative).
  4. Cause di esclusione da riconsiderare. Il decreto 2026 potrebbe aver introdotto o modificato cause di esclusione dall’applicazione degli ISA. Verifica se qualche cliente in situazione di non normale svolgimento dell’attività nel 2025 rientra in una nuova ipotesi di esclusione prevista dal modello aggiornato.
  5. Impatto sulle strategie difensive. Un punteggio ISA elevato riduce il rischio di accertamento ma non lo azzera. Nei procedimenti di accertamento già avviati, il punteggio ISA storico del cliente può essere usato come elemento difensivo in sede di contraddittorio preventivo obbligatorio (art. 6-bis l. 212/2000, introdotto dal d.lgs. 219/2023).

Attenzione a

Non confondere il punteggio ISA con l’assenza di rischio fiscale. Raggiungere 8 o 10 non immunizza da contestazioni su operazioni specifiche o da verifiche IVA. Il beneficio premiale copre gli accertamenti sintetici sul reddito complessivo, non gli accertamenti analitici su singole voci. Chi consiglia il cliente di «puntare all’ISA alto» senza valutare la solidità della documentazione sottostante espone lo studio a responsabilità professionali.

Attenzione ai termini di versamento dell’adeguamento. Il maggior reddito dichiarato per adeguamento ISA, e la relativa IVA, si versano entro le scadenze ordinarie del saldo Redditi e IVA. Un adeguamento tardivo o parziale non produce l’effetto premiale e può generare sanzioni per insufficiente versamento.

Domande frequenti

ISA 2026 quando si applicano e a quale periodo d’imposta?

Gli ISA aggiornati con il decreto MEF del 31 marzo 2026 si applicano già al periodo d’imposta 2025, quindi incidono sul modello Redditi 2026 che i contribuenti presenteranno nella prossima stagione dichiarativa. Non hanno effetto retroattivo sugli anni precedenti già dichiarati.

Cosa succede se il cliente ha un punteggio ISA inferiore a 8 nel 2025?

Perde tutti i benefici premiali previsti dall’art. 9-bis, comma 11, d.l. 50/2017: non ottiene la riduzione a due anni dei termini di accertamento, non è escluso dagli accertamenti sintetici e non può escludere la determinazione sintetica del reddito. Resta esposto ai termini ordinari di accertamento (cinque anni dalla dichiarazione).

Come si usa il punteggio ISA nella difesa in un accertamento fiscale già avviato?

In sede di contraddittorio preventivo obbligatorio (art. 6-bis l. 212/2000, d.lgs. 219/2023), un punteggio ISA storico elevato è un elemento difensivo concreto: dimostra coerenza con i parametri di settore e può supportare la tesi di infondatezza della pretesa erariale, specialmente se l’accertamento si basa su presunzioni di maggior reddito.

Fonte di riferimento: MisterFisco