Iperammortamento 2026 guida alle comunicazioni GSE



L’iperammortamento 2026 consente maggiorazioni del costo fiscalmente riconosciuto fino al 180% per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0, inclusi sistemi di intelligenza artificiale e infrastrutture digitali. Dal 12 giugno 2026 le imprese devono inviare comunicazione preventiva al GSE tramite la piattaforma dedicata, pena la perdita dell’agevolazione. Il software SaaS è escluso dall’ambito applicativo, e gli studi che assistono clienti industriali devono verificare la corretta qualificazione dei beni prima di procedere.

Punti chiave

  • La piattaforma GSE per le comunicazioni preventive è attiva dal 12 giugno 2026.
  • Le maggiorazioni arrivano fino al 180% del costo del bene agevolabile.
  • Il SaaS è esplicitamente escluso: la qualificazione del bene è cruciale per accedere al beneficio.

Gli studi che assistono imprese manifatturiere o con piani di investimento tecnologico hanno una scadenza operativa da segnare subito: dal 12 giugno 2026 la piattaforma GSE è aperta per le comunicazioni preventive sull’iperammortamento 2026. Senza quella comunicazione, il beneficio non si consolida, indipendentemente dalla qualità dell’investimento sottostante. Chi segue clienti con budget destinati ad AI, robotica o infrastrutture digitali deve verificare oggi se i beni rientrano nell’ambito agevolato.

La misura è stata introdotta con la più recente manovra fiscale e struttura un regime di super-deduzione a scaglioni per gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0. La guida operativa completa è disponibile su Agenda Digitale.

Il contesto normativo

L’iperammortamento 2026 si inserisce nella tradizione degli incentivi agli investimenti 4.0 avviata con la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017), che per prima ha introdotto la maggiorazione del 150% per i beni ad alto contenuto tecnologico. Il meccanismo attuale ripropone la struttura della super-deduzione già disciplinata dall’art. 6 del d.lgs. 23 marzo 2024, n. 216, adattandola ai nuovi asset digitali con aliquote differenziate per scaglione di investimento. La comunicazione al GSE è un adempimento procedurale con valore costitutivo dell’agevolazione: la sua omissione non è sanabile in via successiva con la remissione in bonis, secondo la posizione consolidata dell’Agenzia delle Entrate in materia di crediti d’imposta 4.0.

Cosa cambia per lo studio

  1. Comunicazione preventiva obbligatoria via GSE: prima dell’effettuazione dell’investimento o comunque prima di fruire della deduzione, il cliente deve trasmettere la comunicazione tramite la piattaforma GSE attiva dal 12 giugno 2026. Lo studio deve inserire questo step nel flusso di consulenza fiscale-societaria.
  2. Maggiorazioni fino al 180%: l’aliquota varia per scaglione. Conoscere la fascia di appartenenza dell’investimento è determinante per il piano finanziario del cliente e per la corretta redazione del business plan agevolato.
  3. Nuovi beni agevolabili — AI e infrastrutture digitali: sistemi di intelligenza artificiale e componenti per infrastrutture digitali rientrano ora esplicitamente nell’ambito. Questo amplia la platea dei clienti potenzialmente beneficiari, incluse aziende di servizi non manifatturiere.
  4. SaaS escluso: il software fornito come servizio in cloud non configura un bene agevolabile. Nei contratti misti — licenza + servizi SaaS — occorre disaggregare le componenti e agevolarne solo la parte qualificante.
  5. Perizia tecnica o autodichiarazione: per i beni di valore superiore a 300.000 euro resta obbligatoria la perizia tecnica giurata o la certificazione accreditata. Lo studio deve coordinare l’acquisizione del documento con i tempi della comunicazione GSE.

Attenzione a

Qualificazione errata del bene. Il rischio principale è includere nella comunicazione GSE beni che non soddisfano i requisiti tecnici dell’allegato A o B alla L. 232/2016, come aggiornato. In sede di controllo, l’Agenzia delle Entrate recupera l’intera deduzione con sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non versata ai sensi dell’art. 1, c. 2, d.lgs. 471/1997. Una perizia tecnica preventiva — anche sotto la soglia dei 300.000 euro — riduce significativamente l’esposizione del cliente.

Tempistica della comunicazione rispetto all’ordine e alla consegna. La comunicazione GSE deve precedere la fruizione dell’agevolazione, ma il momento rilevante per l’interconnessione del bene con i sistemi aziendali può cadere in un esercizio diverso rispetto all’ordine. Definire contrattualmente la data di consegna e di messa in funzione protegge il cliente da contestazioni sulla competenza temporale della deduzione.

Guida pratica: come procedere

  1. Verifica la qualificazione del bene agevolabile
    Controlla che il bene rientri negli allegati A o B della L. 232/2016 aggiornati. Distingui tra software a licenza perpetua (agevolabile) e SaaS (escluso). Nei contratti misti, disaggrega le componenti e documenta la separazione prima di procedere.
  2. Acquisisci la perizia tecnica se il bene supera 300.000 euro
    Per investimenti unitari superiori a 300.000 euro, incarica un tecnico abilitato di redigere la perizia giurata o ottieni una certificazione accreditata che attesti i requisiti tecnici del bene. Coordina i tempi con la data prevista per la comunicazione GSE.
  3. Registrati e accedi alla piattaforma GSE dal 12 giugno 2026
    Accedi alla piattaforma GSE con le credenziali aziendali del cliente. La piattaforma è operativa dal 12 giugno 2026. Verifica che il profilo societario sia aggiornato e che il rappresentante legale abilitato abbia i poteri di firma per la trasmissione telematica.
  4. Invia la comunicazione preventiva prima della fruizione
    Trasmetti la comunicazione preventiva al GSE prima che il cliente fruisca della deduzione in dichiarazione dei redditi. Conserva la ricevuta di trasmissione e il numero di protocollo assegnato: sono documenti essenziali in caso di verifica fiscale.
  5. Monitora la data di interconnessione del bene
    Definisci contrattualmente la data di consegna e di messa in funzione del bene. L’interconnessione con i sistemi aziendali deve avvenire nello stesso periodo d’imposta in cui si intende fruire dell’agevolazione. Documenta l’avvenuta interconnessione con verbale interno e dichiarazione del fornitore.

Domande frequenti

Il SaaS è agevolabile con l’iperammortamento 2026?

No. Il software fornito in modalità SaaS è esplicitamente escluso dall’iperammortamento 2026. L’agevolazione si applica ai beni immateriali acquistati a titolo di licenza perpetua o con diritti d’uso assimilabili. Nei contratti misti è necessario disaggregare la componente SaaS da quella agevolabile e documentare la separazione nel contratto e nella perizia tecnica.

Cosa succede se dimentico di fare la comunicazione preventiva al GSE per l’iperammortamento 2026?

L’omissione della comunicazione preventiva al GSE comporta la perdita dell’agevolazione. La comunicazione ha valore costitutivo e non è sanabile con la remissione in bonis, strumento applicabile solo ai crediti d’imposta con funzione dichiarativa. Il recupero dell’agevolazione indebita si accompagna a sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non versata ai sensi dell’art. 1, c. 2, d.lgs. 471/1997.

La perizia tecnica è obbligatoria per tutti i beni agevolati con l’iperammortamento 2026?

La perizia tecnica giurata o la certificazione accreditata è obbligatoria per i beni di valore unitario superiore a 300.000 euro. Sotto tale soglia è sufficiente un’autodichiarazione del legale rappresentante. Tuttavia, ottenere una perizia anche per i beni sotto soglia è consigliabile per ridurre il rischio di contestazioni in sede di verifica fiscale sulla qualificazione tecnica del bene.

Fonte di riferimento: AgendaDigitale