Global Minimum Tax cosa cambia per le imprese clienti dello studio


La Global Minimum Tax impone un’aliquota effettiva minima del 15% sui profitti dei gruppi multinazionali con ricavi consolidati pari o superiori a 750 milioni di euro. In Italia è stata recepita con il d.lgs. 209/2023, attuativo della direttiva UE 2022/2523, con effetti a partire dall’esercizio 2024. Gli studi che assistono holding, controllate italiane di gruppi esteri o strutture con pianificazione fiscale internazionale devono verificare subito la posizione dei clienti.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il d.lgs. 209/2023 recepisce la direttiva UE 2022/2523 e si applica dall’esercizio 2024.
  • Punto 2 — Soglia di applicazione: gruppi con ricavi consolidati annui di almeno 750 milioni di euro.
  • Punto 3 — L’aliquota effettiva inferiore al 15% attiva una top-up tax a carico della capogruppo o della controllata italiana.

Se il tuo studio assiste gruppi multinazionali, holding italiane di controllo o controllate locali di gruppi esteri, la Global Minimum Tax non è più una questione teorica: l’obbligo dichiarativo scatta per i bilanci 2024 e le sanzioni per omessa o infedele dichiarazione si applicano già. Conviene verificare adesso la posizione fiscale effettiva dei clienti, prima che lo faccia l’Agenzia delle Entrate.

La notizia di riferimento è un approfondimento pubblicato da MisterFisco sulla struttura e sul funzionamento della Global Minimum Tax, utile come punto di partenza per chi affronta il tema per la prima volta o vuole un quadro sistematico della disciplina.

Il contesto normativo

La base normativa italiana è il d.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, che recepisce la direttiva UE 2022/2523 del 14 dicembre 2022 (a sua volta attuazione delle OCSE Pillar Two Model Rules). Il decreto introduce nel nostro ordinamento tre meccanismi distinti: l’Income Inclusion Rule (IIR), l’Undertaxed Profits Rule (UTPR) e la Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT). L’art. 2 del d.lgs. 209/2023 fissa l’ambito soggettivo: gruppi multinazionali o nazionali con ricavi consolidati pari o superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. Le disposizioni attuative di dettaglio sono in corso di emanazione da parte del MEF, ma l’impianto normativo primario è già vigente e operativo dall’1 gennaio 2024.

Cosa cambia per lo studio

  1. Verifica della soglia di accesso: prima di tutto, controlla se il cliente supera i 750 milioni di euro di ricavi consolidati. Sotto quella soglia la disciplina non si applica, ma attenzione ai gruppi in crescita che potrebbero raggiungerla nel breve periodo.
  2. Calcolo dell’aliquota effettiva per giurisdizione (ETR): la tassazione minima si valuta paese per paese, non a livello consolidato globale. Un’ETR inferiore al 15% in una singola giurisdizione attiva la top-up tax, anche se il gruppo globalmente paga molto di più.
  3. Individuazione del soggetto passivo della top-up tax: la IIR colpisce in via principale la capogruppo; la UTPR opera in via residuale sulle entità del gruppo presenti in giurisdizioni che hanno recepito la norma; la QDMTT consente all’Italia di trattenere la quota di tassazione aggiuntiva su entità italiane sottotassate.
  4. Obblighi dichiarativi — GloBE Information Return: il gruppo deve presentare una dichiarazione informativa standardizzata (GloBE Information Return) entro 15 mesi dalla chiusura dell’esercizio (18 mesi per il primo anno transitorio, quindi entro giugno 2026 per il 2024). La mancata presentazione espone a sanzioni amministrative autonome.
  5. Revisione delle strutture di pianificazione fiscale: regimi come le patent box, i ruling fiscali favorevoli o le holding in giurisdizioni a bassa tassazione perdono parte del loro vantaggio se abbassano l’ETR sotto il 15%. Qualsiasi ristrutturazione del gruppo va riesaminata alla luce di questo vincolo.

Attenzione a

Errore frequente — confondere la Global Minimum Tax con la tassazione minima IRPEF/IRES nazionale: sono istituti completamente distinti. La GMT opera esclusivamente sui grandi gruppi multinazionali e si calcola sull’aliquota effettiva per giurisdizione, non sull’imponibile dichiarato in Italia. Usare le categorie concettuali del diritto tributario interno porta a valutazioni errate sulla posizione del cliente.

Rischio tempistiche: il termine per la GloBE Information Return del primo esercizio (2024) scade a giugno 2026, ma la raccolta dati richiede mesi. Molte controllate italiane non dispongono internamente delle informazioni necessarie sul gruppo: attivare il flusso informativo con la capogruppo estera adesso evita di trovarsi scoperti a ridosso della scadenza.

Domande frequenti

La global minimum tax si applica anche alle imprese italiane senza presenza estera?

In linea di principio sì, se il gruppo supera i 750 milioni di ricavi consolidati, anche un gruppo puramente nazionale può rientrare nell’ambito della QDMTT italiana. Tuttavia, per i gruppi nazionali senza entità estere, la disciplina ha un impatto molto più limitato rispetto ai gruppi multinazionali con entità in giurisdizioni a bassa tassazione.

Chi deve presentare la GloBE Information Return in Italia?

La dichiarazione informativa GloBE può essere presentata dalla capogruppo ultima del gruppo, da una entità designata dal gruppo, o da ciascuna entità costitutiva nella propria giurisdizione. In Italia, la controllata italiana deve presentarla all’Agenzia delle Entrate se non viene presentata centralmente in un paese con cui esiste accordo di scambio automatico delle informazioni GloBE.

Cosa succede se l’aliquota effettiva del gruppo in Italia è già superiore al 15%?

Se l’ETR italiana supera il 15%, non scatta alcuna top-up tax per le entità italiane. Il gruppo resta comunque soggetto agli obblighi dichiarativi (GloBE Information Return) e deve dimostrare il calcolo dell’aliquota effettiva per giurisdizione. La verifica va condotta esercizio per esercizio, perché l’ETR può variare in funzione di perdite fiscali, incentivi o variazioni del carico fiscale.

Fonte di riferimento: MisterFisco