Espatrio Carta d’identità cartacea


Dal 3 agosto 2026, la carta d’identità cartacea non sarà più accettata come documento di viaggio nei Paesi UE, in base al Regolamento europeo 2019/1157. Per gli studi legali questo significa rivedere le procedure di identificazione dei clienti stranieri e verificare la validità dei documenti allegati agli atti. Chi gestisce pratiche di diritto di famiglia, successioni internazionali o contratti transfrontalieri deve aggiornare subito le proprie checklist documentali.

Punti chiave

  • Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea perde validità per l’espatrio in tutta l’UE.
  • Il Regolamento UE 2019/1157 impone il formato elettronico con chip per i documenti di viaggio.
  • Gli studi devono aggiornare le procedure di identificazione dei clienti prima della scadenza.

Per uno studio legale che gestisce clienti con profili internazionali — successioni transfrontaliere, contratti con controparti UE, pratiche di diritto di famiglia con coniugi stranieri — la scadenza del 3 agosto 2026 non è una questione burocratica marginale. Un documento di identità prodotto dal cliente o allegato a una procura potrebbe risultare non più valido per l’espatrio, con conseguenze sulla legittimità degli atti o sull’identificazione del mandante.

Secondo quanto riportato da Agenda Digitale, dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee rilasciate dai Paesi UE non saranno più accettate come documento di viaggio all’interno dello spazio europeo. La norma di riferimento è il Regolamento (UE) 2019/1157 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che impone agli Stati membri di rilasciare esclusivamente carte d’identità in formato elettronico con chip NFC e caratteristiche di sicurezza standardizzate.

Il contesto normativo

Il Regolamento (UE) 2019/1157, direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale, ha fissato due scadenze distinte. Le carte d’identità rilasciate prima del 2 agosto 2021 e prive dei requisiti di sicurezza previsti cessano di valere per l’espatrio il 3 agosto 2026. Quelle rilasciate tra il 2 agosto 2021 e il 2 agosto 2031, ma non conformi agli standard, scadono il 3 agosto 2031. In Italia, il d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione Digitale) e il d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 disciplinano il valore probatorio dei documenti di identità negli atti amministrativi e notarili, ma non derogano alle scadenze del regolamento europeo per la circolazione nello spazio UE.

Cosa cambia per lo studio

  1. Identificazione del cliente nelle procure e negli atti notarili. Se un cliente straniero allega una carta d’identità cartacea a una procura speciale o a un atto con elementi transfrontalieri, verifica già oggi se il documento rispetta gli standard del Reg. UE 2019/1157. Un documento scaduto per l’espatrio non è automaticamente invalido per altri scopi, ma può generare contestazioni sull’identificazione del mandante.
  2. Pratiche di diritto di famiglia e successioni internazionali. Nei procedimenti con parti residenti in altri Paesi UE — separazioni, divorzi, successioni ex Reg. UE 650/2012 — la copia del documento di identità allegata agli atti deve essere aggiornata. Dal 3 agosto 2026, produrre una carta cartacea scaduta per l’espatrio può rallentare il riconoscimento dell’atto all’estero.
  3. Contratti e due diligence con controparti europee. Negli accordi commerciali transfrontalieri in cui è richiesta copia del documento del rappresentante legale, aggiorna la checklist documentale con la richiesta esplicita di CIE elettronica o passaporto in corso di validità.
  4. Clienti anziani o non digitalizzati. Molti clienti ancora in possesso di carte cartacea rilasciate prima del 2021 potrebbero non sapere di dover rinnovare. Comunicaglielo per tempo: i Comuni rilasciano la CIE elettronica con appuntamento, e i tempi di attesa in alcune aree metropolitane superano i 60 giorni.
  5. Archivio fascicoli. Nei fascicoli pluriennali con copia del documento del cliente, annota la scadenza effettiva per l’espatrio accanto alla data di scadenza nominale del documento. Sono due informazioni distinte dal 3 agosto 2026.

Attenzione a

Non confondere la validità sul territorio nazionale con la validità per l’espatrio. Una carta d’identità cartacea può restare valida come documento di riconoscimento in Italia fino alla sua scadenza naturale, ma perdere la validità per l’espatrio già dal 3 agosto 2026. Usarla come unico documento in un atto che produce effetti in un altro Stato UE espone il professionista a un rilievo facilmente evitabile.

Attenzione alle proroghe amministrative di emergenza ancora presenti in alcuni fascicoli. Durante il periodo Covid, molti documenti di identità furono prorogati con decreti nazionali. Alcuni di quei documenti risultano formalmente non scaduti ma non conformi agli standard del Reg. 2019/1157. La proroga nazionale non estende la validità per l’espatrio oltre i limiti fissati dal regolamento europeo.

Domande frequenti

La carta d’identità cartacea è ancora valida in Italia dopo il 3 agosto 2026?

Sì, la carta d’identità cartacea resta valida come documento di riconoscimento sul territorio italiano fino alla sua scadenza naturale. Dal 3 agosto 2026 perde esclusivamente la validità per l’espatrio nei Paesi UE, in base al Regolamento (UE) 2019/1157. Per atti con effetti limitati all’Italia, il documento rimane utilizzabile fino alla data impressa sul documento stesso.

Una procura speciale firmata con carta d’identità cartacea è valida se usata all’estero dopo il 2026?

La validità della procura dipende dalla legge applicabile all’atto e dall’ordinamento dello Stato in cui produce effetti. Se l’identificazione del mandante si basa su una carta d’identità cartacea non più riconosciuta come documento di viaggio, la controparte estera o l’autorità locale potrebbe sollevare eccezioni. Conviene richiedere un documento conforme al Reg. UE 2019/1157 prima di perfezionare l’atto.

Entro quando i Comuni italiani devono smettere di rilasciare carte d’identità cartacee?

Il Regolamento (UE) 2019/1157 ha fissato al 2 agosto 2021 la data oltre la quale gli Stati membri non possono più rilasciare carte d’identità non conformi agli standard di sicurezza previsti. In Italia la Carta d’Identità Elettronica (CIE) è lo strumento standard dal 2018, ma alcuni Comuni in difficoltà operative hanno continuato a rilasciare documenti cartacei in via transitoria.

Fonte di riferimento: AgendaDigitale