Dal 1° ottobre 2026 Apple modifica le condizioni contrattuali per gli sviluppatori che distribuiscono app nell’Unione Europea: cambiano commissioni, sistemi di pagamento alternativi, marketplace di terze parti e distribuzione via web. Le modifiche arrivano dopo la sanzione da 500 milioni di euro inflitta dalla Commissione europea ad aprile 2025 per violazione del Digital Markets Act (Regolamento UE 2022/1925). Chi assiste sviluppatori o publisher di app deve aggiornare contratti, policy di revenue sharing e valutare i margini di contestazione delle nuove condizioni unilateralmente imposte da Apple.
Punti chiave
- Punto 1 — Dal 1° ottobre 2026 Apple applica nuove commissioni e accetta pagamenti alternativi per gli sviluppatori UE.
- Punto 2 — La Commissione europea ha sanzionato Apple con 500 milioni di euro ad aprile 2025 per violazione del DMA.
- Punto 3 — I contratti con sviluppatori vanno aggiornati per recepire le nuove condizioni di distribuzione e revenue sharing.
Chi assiste sviluppatori di app, software house o publisher digitali deve mettere mano ai contratti in essere prima del 1° ottobre 2026. Apple ha annunciato modifiche unilaterali alle condizioni per la distribuzione di app nell’Unione Europea: cambiano le commissioni, diventano ammissibili sistemi di pagamento alternativi, si aprono marketplace di terze parti e la distribuzione diretta via web. Ignorare queste novità significa consegnare al cliente clausole già obsolete al momento della firma.
Le modifiche di Apple arrivano dopo la sanzione da 500 milioni di euro comminata dalla Commissione europea ad aprile 2025 per violazione del Digital Markets Act. I dettagli tecnici della revisione sono disponibili sul sito di Apple e analizzati da Agenda Digitale.
Il contesto normativo
Il Digital Markets Act — Regolamento UE 2022/1925, in vigore dal 2 maggio 2023 con piena applicabilità dal 6 marzo 2024 — classifica Apple come «gatekeeper» e impone obblighi specifici all’art. 5 (interoperabilità, pagamenti alternativi) e all’art. 6 (accesso equo agli app store, divieto di autoprivilegio). La sanzione di aprile 2025 è la prima emessa dalla Commissione in applicazione dell’art. 26 DMA, che prevede ammende fino al 10% del fatturato mondiale annuo, con possibilità di arrivare al 20% in caso di recidiva. Sul piano nazionale, i contratti con gli sviluppatori rientrano nella disciplina dell’abuso di dipendenza economica ex art. 9 l. 192/1998, rilevante quando una parte impone condizioni contrattuali in modo unilaterale sfruttando una posizione di forza.
Cosa cambia per lo studio
- Revisione contratti di sviluppo e distribuzione. I contratti che regolano i rapporti tra sviluppatori e committenti devono essere aggiornati per recepire le nuove strutture commissionale di Apple, attive dal 1° ottobre 2026. Clausole di revenue sharing negoziate sulla base del vecchio regime (tipicamente 30% o 15% per sviluppatori small business) potrebbero risultare economicamente squilibrate.
- Pagamenti alternativi come leva contrattuale. L’apertura ai payment provider terzi nell’UE consente agli sviluppatori di ridurre la commissione trattenuta da Apple. Nei contratti di servizio o licenza con utenti finali, occorre valutare se aggiornare i meccanismi di incasso e le clausole di gestione dei rimborsi.
- Marketplace alternativi e distribuzione web. La possibilità di distribuire app fuori dall’App Store attraverso marketplace di terze parti o direttamente via web apre scenari nuovi in termini di responsabilità contrattuale e garanzie verso l’utente. I contratti devono chiarire quale canale di distribuzione è utilizzato e chi risponde dei vizi del prodotto digitale ai sensi del d.lgs. 170/2021 (attuazione della Direttiva UE 2019/770 sui contenuti digitali).
- Clausole di adeguamento unilaterale da monitorare. Apple ha già modificato i propri Developer Program License Agreement in modo unilaterale. Se il cliente ha in corso accordi pluriennali che richiamano tali condizioni per relationem, verificare se è previsto un diritto di recesso o rinegoziazione al momento della modifica.
- Contenzioso antitrust residuo. La sanzione da 500 milioni non chiude i profili di responsabilità civile per il periodo anteriore. Sviluppatori che abbiano subito danni quantificabili dal regime precedente possono valutare azioni di follow-on damages ai sensi dell’art. 33 d.lgs. 3/2017 (attuazione della Direttiva UE 2014/104/CE).
Attenzione a
Modifiche unilaterali accettate per fatti concludenti. Il principale rischio è che il cliente sviluppatore accetti le nuove condizioni Apple semplicemente continuando a pubblicare app dopo il 1° ottobre 2026, senza che lo studio abbia verificato l’impatto sui contratti sottostanti con committenti o investitori. Documentare la posizione del cliente prima della data di efficacia è una misura minima di tutela.
Confondere il DMA con il diritto antitrust nazionale. Il DMA prevede obblighi ex ante, non richiede la prova dell’effetto anticoncorrenziale e ha enforcement esclusivamente in capo alla Commissione UE. Un esposto all’AGCM su queste specifiche condotte Apple potrebbe essere dichiarato inammissibile per difetto di competenza: lo strumento corretto per il contenzioso privato resta l’azione di follow-on davanti al giudice ordinario dopo una decisione della Commissione.
Domande frequenti
Dal 1° ottobre 2026 Apple può cambiare le commissioni agli sviluppatori UE in modo unilaterale?
Sì, Apple modifica i propri Developer Program License Agreement unilateralmente. Se uno sviluppatore continua a pubblicare app dopo la data di efficacia, accetta le nuove condizioni per fatti concludenti. È necessario verificare se i contratti in essere con committenti o investitori contengono clausole di adeguamento o di rinegoziazione legate a variazioni delle piattaforme di distribuzione.
Uno sviluppatore che ha subito danni dal vecchio regime Apple può fare causa dopo la sanzione DMA?
La sanzione da 500 milioni comminata dalla Commissione europea ad aprile 2025 costituisce una decisione di infrazione che abilita le azioni di follow-on damages ai sensi dell’art. 33 d.lgs. 3/2017. Lo sviluppatore deve provare il nesso causale tra la condotta di Apple e il danno patrimoniale subito nel periodo coperto dall’infrazione accertata.
Qual è la differenza tra un’azione antitrust davanti all’AGCM e un ricorso sul DMA contro Apple?
Il DMA (Regolamento UE 2022/1925) è applicato in via esclusiva dalla Commissione europea: l’AGCM non ha competenza su queste condotte. Un esposto all’autorità nazionale potrebbe essere inammissibile. Il rimedio privato corretto è l’azione di risarcimento davanti al giudice ordinario italiano, agganciata a una decisione di infrazione della Commissione già emessa.
Fonte di riferimento: AgendaDigitale