CU 2026 richiesta massiva dati Agenzia Entrate


Dal 20 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate consente l’acquisizione massiva dei dati delle Certificazioni Uniche 2026 (anno d’imposta 2025), ampliando uno strumento già operativo nel 2025. Per uno studio legale che assiste lavoratori dipendenti, collaboratori o soggetti coinvolti in contenziosi fiscali e del lavoro, questo significa poter accedere in modo strutturato e rapido ai dati reddituali certificati. L’accesso massivo riduce i tempi di verifica e rafforza la base documentale in fase istruttoria.

Punti chiave

  • Punto 1 — Dal 20 aprile 2026 l’acquisizione massiva delle CU 2026 è operativa per professionisti e contribuenti.
  • Punto 2 — I dati CU 2026 riguardano l’anno d’imposta 2025 e includono redditi da lavoro dipendente e assimilati.
  • Punto 3 — Lo studio legale può usare i dati CU acquisiti massivamente come prova reddituale in contenziosi.

Per uno studio legale che gestisce contenziosi di lavoro, separazioni o accertamenti fiscali, avere accesso rapido e strutturato ai dati reddituali certificati del cliente fa la differenza tra un’istruttoria solida e una lacunosa. La possibilità di acquisire in modalità massiva le Certificazioni Uniche 2026 semplifica la raccolta documentale e riduce i margini di errore nella ricostruzione del reddito imponibile del 2025.

Dal 20 aprile 2026, l’Agenzia delle Entrate ha esteso anche alle CU 2026 (anno d’imposta 2025) la richiesta e acquisizione dei dati in modalità massiva, un’evoluzione già sperimentata nel 2025. La notizia è riportata da MisterFisco.

Il contesto normativo

La Certificazione Unica trova il suo fondamento nell’art. 4 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, che disciplina le dichiarazioni dei sostituti d’imposta e la trasmissione telematica dei dati all’Amministrazione finanziaria. L’obbligo di rilascio della CU al percettore è regolato dall’art. 4, comma 6-quater, dello stesso decreto, mentre le modalità operative di trasmissione e accesso massivo ai dati sono definite nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. In materia di utilizzo probatorio dei dati reddituali nelle cause di separazione, la Cassazione ha consolidato l’orientamento per cui la CU costituisce documento idoneo a dimostrare la capacità economica del coniuge (cfr. Cass. Civ. n. 9915/2021).

Cosa cambia per lo studio

  1. Nei procedimenti di separazione e divorzio, il legale può acquisire in modo massivo e immediato le CU 2026 del cliente o dell’altra parte — nei limiti delle autorizzazioni — per documentare il reddito 2025 senza attendere la dichiarazione dei redditi.
  2. Nei contenziosi da lavoro subordinato (licenziamento, differenze retributive, lavoro nero), la CU acquisita massivamente fornisce un punto di partenza certificato per quantificare le pretese o contestare quelle avversarie.
  3. In fase di accertamento fiscale o di contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate, lo studio può allineare in tempi brevi i dati reddituali del contribuente con quelli già in possesso dell’Amministrazione, evitando difese costruite su informazioni incomplete.
  4. La modalità massiva consente di gestire più posizioni contemporaneamente: utile per studi che seguono gruppi di lavoratori, piani di ristrutturazione aziendale o procedure concorsuali con molti creditori-lavoratori.
  5. I dati acquisiti possono integrare la documentazione allegata agli atti giudiziari, rafforzando la base probatoria già in sede cautelare o di istruzione preventiva.

Attenzione a

L’acquisizione massiva dei dati CU non equivale a un accesso libero: restano fermi i limiti del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice Privacy) e del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Trattare e conservare i dati reddituali di terzi senza una base giuridica adeguata — delega del cliente, incarico professionale formalizzato, provvedimento giudiziale — espone lo studio a responsabilità civili e sanzioni amministrative del Garante che partono da 10 milioni di euro per le violazioni più gravi.

Un secondo rischio riguarda l’aggiornamento delle credenziali e dei profili abilitati sul portale dell’Agenzia delle Entrate: se il collaboratore di studio opera con delega non aggiornata o scaduta, l’acquisizione risulta tecnicamente irregolare e i dati ottenuti potrebbero essere contestati in giudizio come acquisiti senza titolo. Verificare la validità delle deleghe prima di avviare richieste massive è un passaggio che non va rimandato.

Domande frequenti

Come si richiede l’acquisizione massiva dei dati CU 2026 sul portale dell’Agenzia delle Entrate?

L’accesso avviene tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata ai sostituti d’imposta e intermediari abilitati. Il professionista o il soggetto delegato deve disporre di credenziali Entratel attive e di una delega formalmente conferita dal contribuente. La procedura massiva consente di scaricare i dati di più certificazioni in un’unica operazione, anziché procedere singolarmente per ogni posizione.

Posso usare la CU 2026 come prova del reddito del coniuge in una causa di separazione?

Sì, la Certificazione Unica è considerata dalla Cassazione un documento idoneo a dimostrare la capacità economica del coniuge (Cass. Civ. n. 9915/2021). Tuttavia, per acquisirla bisogna disporre di un titolo legittimo: ordine del giudice, esibizione spontanea della parte o richiesta istruttoria formale. L’acquisizione diretta senza autorizzazione viola il GDPR.

La modalità massiva CU 2026 è disponibile anche per i commercialisti delegati dallo studio legale?

La modalità massiva è accessibile agli intermediari abilitati — commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati con delega Entratel — purché la delega del contribuente sia attiva e registrata sul portale dell’Agenzia. Lo studio legale che si avvale di un commercialista esterno deve formalizzare per iscritto l’incarico e verificare che le deleghe siano aggiornate alla data della richiesta.

Fonte di riferimento: MisterFisco