Composizione negoziata della crisi aggiornata nel 2026


Il decreto dirigenziale 23 aprile 2026 aggiorna gli strumenti operativi della composizione negoziata della crisi d’impresa, adeguandoli alle modifiche portate dal d.lgs. 136/2024. Chi assiste imprese in difficoltà deve verificare da subito le nuove modalità di accesso alla piattaforma telematica e la versione aggiornata del test pratico. Ignorare il nuovo assetto significa rischiare di avviare percorsi su basi procedurali già superate.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il decreto dirigenziale 23 aprile 2026 recepisce le modifiche del d.lgs. 3 settembre 2024, n. 136.
  • Punto 2 — Piattaforma telematica, test pratico e check-list sono stati aggiornati e sostituiscono i precedenti strumenti.
  • Punto 3 — Gli esperti incaricati devono operare con i nuovi format dal momento della pubblicazione del decreto.

Se segui imprese in crisi o assisti esperti nella composizione negoziata, devi aggiornare immediatamente i tuoi riferimenti operativi. Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 sostituisce gli strumenti in uso con versioni riviste: piattaforma telematica, test pratico della ragionevole perseguibilità del risanamento e check-list. Continuare a usare i format precedenti espone il cliente a vizi procedurali sin dall’avvio del percorso.

Il Ministero ha pubblicato il decreto attuativo che adegua la disciplina della composizione negoziata alle novità introdotte dal decreto legislativo 3 settembre 2024, n. 136 — il correttivo del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII, d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14). La notizia è riportata da Giuricivile.it.

Il contesto normativo

La composizione negoziata è disciplinata dagli artt. 12 ss. del CCII, come modificati dal d.lgs. 136/2024. L’art. 13 CCII affida a un decreto dirigenziale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy la definizione degli strumenti operativi — piattaforma, test pratico, check-list — che l’imprenditore e l’esperto usano lungo tutto il percorso. Il decreto del 23 aprile 2026 è, appunto, il nuovo atto attuativo che sostituisce i decreti precedenti, aggiornando ogni allegato tecnico. Chi redige istanze o affianca l’esperto deve utilizzare esclusivamente i modelli vigenti nella versione aggiornata.

Cosa cambia per lo studio

  1. Piattaforma telematica aggiornata. L’accesso e le funzionalità della piattaforma cambiano in linea con i nuovi flussi procedurali. Verifica che le credenziali e i moduli di caricamento siano conformi alla versione post-decreto del 23 aprile 2026 prima di depositare qualsiasi documento.
  2. Test pratico della ragionevole perseguibilità del risanamento. Il format del test — che l’imprenditore compila prima di avanzare l’istanza — è stato rivisto. Un test redatto sul vecchio schema potrebbe non superare la verifica iniziale dell’esperto nominato dalla CCIAA.
  3. Check-list rinnovata. La check-list che accompagna l’analisi della situazione aziendale incorpora le categorie di verifica introdotte dal d.lgs. 136/2024. Se assisti l’imprenditore nella raccolta documentale, aggiorna il tuo template interno.
  4. Coordinamento con l’esperto. Il decreto ridefinisce anche il perimetro delle attività dell’esperto indipendente. Nelle lettere di incarico e nei protocolli operativi che il tuo studio predispone, adegua i riferimenti normativi al nuovo quadro attuativo.
  5. Decorrenza immediata. Non risulta un regime transitorio espresso: dal momento della pubblicazione, i nuovi strumenti sono operativi. Non attendere l’avvio di nuovi incarichi per aggiornarti.

Attenzione a

Modelli obsoleti ancora in circolazione. Molti studi e software gestionali aggiornano i template con ritardo rispetto alla pubblicazione dei decreti attuativi. Prima di compilare o far compilare il test pratico e la check-list, scarica direttamente gli allegati ufficiali dal sito del MIMIT o dalla piattaforma nazionale, non affidarti a versioni già in uso nel gestionale.

Istanze avviate prima del decreto. Se hai una procedura in corso avviata con i vecchi strumenti, chiarisci subito con l’esperto se i documenti già depositati debbano essere integrati o sostituiti con i nuovi format. Un’interpretazione errata del regime intertemporale può rallentare — o bloccare — il percorso di risanamento del cliente.

Domande frequenti

Dal quando si applicano i nuovi strumenti della composizione negoziata dopo il decreto 2026?

Il decreto dirigenziale 23 aprile 2026 è applicabile dalla sua pubblicazione. Non è previsto un periodo transitorio esplicito, quindi piattaforma, test pratico e check-list aggiornati vanno usati da subito per le istanze nuove. Per le procedure già in corso, va verificato caso per caso con l’esperto se integrare i documenti già depositati.

Cosa contiene il test pratico della composizione negoziata aggiornato nel 2026?

Il test pratico — previsto dall’art. 13 CCII — valuta la ragionevole perseguibilità del risanamento prima che l’imprenditore acceda alla piattaforma. La versione aggiornata dal decreto 23 aprile 2026 recepisce le modifiche del d.lgs. 136/2024 e sostituisce integralmente il format precedente. I dettagli degli allegati tecnici sono disponibili sul sito del MIMIT.

Cosa ha cambiato il d.lgs. 136/2024 nella composizione negoziata della crisi?

Il d.lgs. 3 settembre 2024, n. 136 è il secondo correttivo del Codice della crisi d’impresa (d.lgs. 14/2019). Ha modificato le disposizioni sugli artt. 12 ss. CCII, incidendo su presupposti di accesso, poteri dell’esperto e strumenti operativi. Il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 traduce queste modifiche nei format pratici che imprese e professionisti usano quotidianamente.

Fonte di riferimento: Giuricivile