Il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 porta sul tavolo contrattuale le figure professionali digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale nel pubblico impiego locale. Chi assiste enti locali o dipendenti pubblici deve monitorare i nuovi profili mansionistici e le clausole sull’utilizzo degli strumenti AI, perché incidono direttamente su inquadramenti, responsabilità e possibili contenziosi. La partita negoziale è aperta: ARAN ha segnalato disponibilità su questi temi, ma il testo definitivo non è ancora firmato.
Punti chiave
- Punto 1 — ARAN ha aperto alla contrattazione su AI e figure digitali nel CCNL Funzioni Locali 2025-2027.
- Punto 2 — I nuovi profili mansionistici digitali impatteranno su inquadramenti e progressioni economiche dei dipendenti locali.
- Punto 3 — L’uso di AI nel pubblico impiego locale pone questioni di responsabilità disciplinare e privacy ancora irrisolte.
Chi segue il contenzioso del lavoro pubblico o assiste enti locali nella gestione del personale deve tenere d’occhio l’evoluzione del CCNL Funzioni Locali 2025-2027. L’introduzione di figure professionali digitali e la regolamentazione dell’intelligenza artificiale dentro gli enti cambieranno il perimetro delle mansioni, con ricadute dirette su inquadramenti, responsabilità e possibili vertenze. Agire oggi — prima della firma del contratto — significa poter orientare le scelte dei clienti pubblici o preparare le difese dei lavoratori.
ARAN ha dichiarato apertura negoziale su AI e nuove figure digitali nel contesto del rinnovo contrattuale per il triennio 2025-2027, secondo quanto riportato da La Gazzetta degli Enti Locali. Il testo definitivo non è ancora siglato, ma la direzione è tracciata: le parti trattano l’inserimento di profili come il data analyst pubblico, il responsabile della transizione digitale e operatori AI-assisted nei ruoli dell’amministrazione locale.
Il contesto normativo
Il quadro di riferimento parte dal d.lgs. 165/2001, in particolare dall’art. 52, che disciplina la corrispondenza tra mansioni e inquadramento nel pubblico impiego. Qualsiasi nuova figura professionale introdotta dal CCNL deve essere coerente con la categoria di inquadramento assegnata: un difetto di corrispondenza espone l’ente a pretese retributive differenziali, come ribadito dalla Cass. Civ., Sez. Lav., n. 9812/2022. Sul fronte AI, entra in gioco anche il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), applicabile dal 2 agosto 2025 per i sistemi ad alto rischio, tra cui rientrano alcuni strumenti di supporto decisionale in uso nelle PA. L’art. 22 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) rileva invece per le decisioni automatizzate che incidono sui lavoratori.
Cosa cambia per lo studio
- Se assisti un ente locale, verifica già ora se l’organigramma prevede ruoli di fatto digitali senza inquadramento specifico: alla firma del CCNL, quei lavoratori potrebbero rivendicare il nuovo profilo con arretrati.
- Le clausole sull’uso dell’AI in arrivo nel CCNL potrebbero definire limiti all’automazione delle decisioni disciplinari o valutative: un territorio nuovo per chi difende dipendenti pubblici sanzionati con l’ausilio di sistemi algoritmici.
- Il responsabile della transizione digitale (RTD), figura già prevista dal d.lgs. 82/2005 (art. 17 CAD), potrebbe ricevere una disciplina contrattuale rafforzata: monitorare se il CCNL attribuirà indennità specifiche o responsabilità aggiuntive.
- Sul piano della privacy, l’introduzione di strumenti AI per la gestione del personale richiede una DPIA aggiornata ai sensi dell’art. 35 GDPR: gli enti clienti che non l’hanno svolta sono già in violazione potenziale.
- Il contenzioso prevedibile riguarda il demansionamento mascherato: assegnare a un dipendente compiti digitali avanzati senza adeguare l’inquadramento è una fattispecie già nota, che il nuovo CCNL potrebbe rendere ancora più frequente.
Attenzione a
Il rischio principale è trattare questa fase come prematura. ARAN ha aperto la discussione, ma gli enti locali che attendono la firma per adeguarsi si trovano già in ritardo: i lavoratori che svolgono funzioni digitali possono invocare l’art. 52 d.lgs. 165/2001 indipendentemente dall’esistenza di un profilo contrattuale nominato. Inizia a mappare le situazioni anomale adesso.
Secondo rischio: confondere la regolamentazione contrattuale dell’AI con una copertura di responsabilità. Se un sistema algoritmico adottato dall’ente produce una decisione lesiva nei confronti di un dipendente, la responsabilità dell’amministrazione resta integra ai sensi dell’art. 2049 c.c. e del diritto amministrativo generale. Il CCNL non è uno scudo: disciplina l’organizzazione, non esonera da responsabilità per danni.
Domande frequenti
Un dipendente che svolge già mansioni digitali può chiedere il nuovo inquadramento prima della firma del CCNL 2025-2027?
Sì. L’art. 52 del d.lgs. 165/2001 tutela la corrispondenza tra mansioni effettivamente svolte e inquadramento contrattuale, indipendentemente dall’esistenza di un profilo nominato nel CCNL. Se il lavoratore dimostra di svolgere in via stabile mansioni di categoria superiore, può agire in giudizio per il riconoscimento e le differenze retributive anche prima del rinnovo contrattuale.
L’ente locale deve fare una DPIA se usa strumenti AI per gestire il personale?
Sì, l’art. 35 del GDPR impone la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati quando il trattamento comporta rischi elevati per i diritti degli interessati. L’uso di AI nella valutazione delle performance o nella gestione disciplinare rientra tipicamente in questa categoria. Un ente che non ha svolta la DPIA è esposto a sanzioni del Garante e a responsabilità civile verso i dipendenti.
Il CCNL Funzioni Locali 2025-2027 copre anche i dipendenti delle aziende partecipate?
No, in linea generale. Il CCNL Funzioni Locali si applica ai dipendenti degli enti locali soggetti al d.lgs. 165/2001. Le società partecipate con dipendenti assunti con contratto privatistico seguono CCNL di categoria diversi. Occorre verificare caso per caso lo statuto della partecipata e il contratto applicato, perché esistono situazioni ibride con rinvii al comparto pubblico.
Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali