Carta d’identità elettronica obbligatoria dal 3 agosto 2025


Dal 3 agosto 2025 la carta d’identità cartacea cessa di avere validità come documento di riconoscimento, anche se ancora fisicamente in corso di scadenza. Negli studi legali questo impatta direttamente ogni procedura che richiede l’identificazione certa del cliente: procure alle liti, atti da autenticare, accessi a portali istituzionali e verifiche antiricilaggio. Chi presenta ancora il vecchio documento cartaceo va invitato a regolarizzarsi prima del compimento dell’atto.

Punti chiave

  • Punto 1 — Dal 3 agosto 2025 solo la CIE è documento d’identità valido, il cartaceo decade.
  • Punto 2 — Le procure alle liti e gli atti che richiedono identificazione devono riferirsi alla CIE.
  • Punto 3 — Gli obblighi antiriciclaggio impongono l’aggiornamento dei fascicoli con documento valido.

Ogni volta che un cliente entra in studio per firmare una procura, un contratto o un qualsiasi atto che richiede identificazione certa, il documento esibito deve ora essere necessariamente la CIE. Dal 3 agosto 2025 la carta d’identità in formato cartaceo perde validità su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla data di scadenza stampata sul documento. Per gli studi legali questo non è un dettaglio burocratico: è un punto di controllo operativo da inserire subito nelle checklist di ricevimento del cliente.

Lo stabilisce la normativa di completamento del piano di digitalizzazione dei documenti d’identità, in attuazione delle disposizioni sul documento digitale unico. La notizia è riportata da La Gazzetta degli Enti Locali.

Il contesto normativo

Il riferimento principale è il d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’Amministrazione Digitale), che ha progressivamente spostato il sistema dei documenti d’identità verso il formato elettronico, attribuendo alla CIE piena valenza identificativa anche per l’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione. Sul piano dell’identificazione del cliente negli studi professionali, rileva il d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, in materia di antiriciclaggio: l’art. 19 impone l’acquisizione e la verifica di un documento d’identità in corso di validità al momento dell’adeguata verifica. Un documento cartaceo privo di validità legale dal 3 agosto non soddisfa più questo requisito, esponendo il professionista a potenziali contestazioni in sede di controllo.

Sul piano processuale, le procure alle liti autenticate ex art. 83 c.p.c. e gli atti in cui il difensore certifica l’identità del sottoscrittore devono fondarsi su un documento valido al momento della sottoscrizione. L’uso di una CIE cartacea post-3 agosto inficia la certezza dell’identificazione e può essere eccepito dalla controparte o rilevato d’ufficio.

Cosa cambia per lo studio

  1. Identificazione in studio: da agosto, prima di autenticare firme o redigere atti che richiedono identificazione, verifica che il cliente esibisca la CIE o, in alternativa, il passaporto in corso di validità. La patente di guida resta documento di riconoscimento valido per le finalità ordinarie, ma non sostituisce la CIE per tutti gli accessi istituzionali.
  2. Fascicoli antiriciclaggio: aggiorna i fascicoli dei clienti già acquisiti che hanno ancora registrata solo la vecchia carta cartacea. L’art. 19 d.lgs. 231/2007 richiede che i dati identificativi siano aggiornati e riferiti a documento valido: una scansione della CIE cartacea non basta più.
  3. Procure alle liti e atti notarili: nelle procure speciali e generali, annota sempre estremi e numero della CIE. Se il cliente non ce l’ha ancora, indirizzalo al Comune di residenza per il rilascio: i tempi medi di appuntamento variano da 2 a 6 settimane nelle grandi città.
  4. Accessi ai portali PA: la CIE è anche strumento di autenticazione SPID-equivalente per i portali del Ministero della Giustizia e dell’Agenzia delle Entrate. Dal 3 agosto, istruire i clienti ad attivare il PIN della CIE diventa parte della consulenza operativa.
  5. Contratti e atti privati: nei contratti con data certa o autenticati, sostituisci il campo “documento d’identità” con il riferimento alla CIE già nei tuoi modelli standard, evitando di dover correggere l’atto a posteriori.

Attenzione a

Il documento scaduto ma ancora cartaceo è doppiamente invalido. Dal 3 agosto un cliente potrebbe presentare una carta d’identità cartacea che risulta formalmente ancora entro la data di scadenza anagrafica: quella data non conta più. Il documento è comunque privo di validità legale per effetto della cessazione del formato. Non accettarlo equivale a tutelare te stesso da contestazioni future.

Attenzione alla fase transitoria per i cittadini residenti all’estero. I Comuni con servizio AIRE attivo e alcune rappresentanze consolari potrebbero avere tempistiche differenti per il rilascio della CIE. Se assisti clienti italiani residenti all’estero, verifica caso per caso la disponibilità del documento prima di fissare appuntamenti per atti che richiedono identificazione certa.

Domande frequenti

Posso autenticare una procura alle liti se il cliente ha ancora la carta d’identità cartacea dopo il 3 agosto?

No. Dal 3 agosto 2025 la carta d’identità cartacea non ha più validità legale come documento di riconoscimento. Autenticare una procura sulla base di quel documento espone l’atto a contestazioni sull’identità del sottoscrittore. Il cliente deve presentarsi con CIE, passaporto valido o altro documento equipollente ancora in corso di validità.

La patente di guida sostituisce la CIE per l’identificazione antiriciclaggio in studio legale?

La patente di guida è documento di riconoscimento valido ai fini dell’adeguata verifica ex art. 19 d.lgs. 231/2007, ma non per tutti gli accessi istituzionali digitali. Per le verifiche antiriciclaggio in studio può ancora essere utilizzata, purché in corso di validità. Tuttavia, aggiornare i fascicoli con la CIE del cliente è la soluzione più robusta sotto il profilo della compliance.

Cosa succede se un mio cliente residente all’estero non riesce ad avere la CIE in tempo?

I cittadini italiani residenti all’estero iscritti AIRE possono richiedere la CIE tramite i consolati, ma i tempi variano. In alternativa, il passaporto in corso di validità è documento equipollente per le finalità di identificazione. Verifica preventivamente la situazione del cliente prima di fissare appuntamenti per atti che richiedono identificazione certa.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali