Riforma Accrual negli enti locali cosa cambia per gli studi


La riforma Accrual introduce la contabilità economico-patrimoniale negli enti locali e impone la costituzione di una struttura organizzativa dedicata alla sua gestione. Per gli avvocati che assistono imprese in rapporti con la PA — appalti, concessioni, crediti vantati verso enti pubblici — cambia il modo in cui l’ente rappresenta e documenta le proprie poste attive e passive. Conoscere questa riforma permette di valutare con maggiore precisione la solidità finanziaria della controparte pubblica e di impostare correttamente strategie di recupero crediti o di gestione del contenzioso.

Punti chiave

  • Punto 1 — Ogni ente locale deve istituire una cabina di regia responsabile della contabilità economico-patrimoniale.
  • Punto 2 — La riforma Accrual affianca la contabilità per competenza finanziaria con il metodo economico-patrimoniale.
  • Punto 3 — I bilanci degli enti locali acquisiranno una struttura più leggibile per valutare esposizioni debitorie verso privati.

Se assisti imprese o privati con crediti verso enti locali, o se gestisci contenziosi in materia di appalti e concessioni pubbliche, la riforma Accrual ti riguarda direttamente. Gli enti saranno presto tenuti a rappresentare la propria situazione patrimoniale con criteri analoghi a quelli delle imprese private, rendendo i loro bilanci molto più leggibili — e quindi più utili — nella valutazione della solvibilità della controparte pubblica.

Un decreto in corso di adozione prevede l’obbligo per ciascun ente locale di dotarsi di una struttura organizzativa dedicata — una vera e propria cabina di regia — responsabile della transizione e della gestione della nuova contabilità economico-patrimoniale. La notizia è riportata da La Gazzetta degli Enti Locali, che segnala come la misura recepisca le indicazioni emerse nella fase pilota della riforma.

Il contesto normativo

La riforma Accrual trova il suo fondamento nel d.lgs. 23 giugno 2011, n. 118, che ha armonizzato i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi. L’art. 2 del d.lgs. 118/2011 stabilisce i principi generali di armonizzazione, prevedendo l’adozione contestuale della contabilità finanziaria — che resta il sistema principale — e della contabilità economico-patrimoniale a fini conoscitivi. Il passaggio al metodo Accrual pieno rappresenta l’evoluzione di quel sistema duale, con la contabilità economico-patrimoniale destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale nella rappresentazione della situazione degli enti. Il decreto attuativo in arrivo definirà i criteri organizzativi minimi che ogni ente dovrà rispettare per rendere operativa la transizione.

Cosa cambia per lo studio

  1. Nei procedimenti di recupero crediti verso enti locali, potrai estrarre dal bilancio economico-patrimoniale informazioni precise sulle passività iscritte dall’ente, con una lettura più diretta rispetto ai soli residui passivi del bilancio finanziario.
  2. Nei contratti pubblici e nelle concessioni, la solidità finanziaria dell’ente stazione appaltante potrà essere valutata anche attraverso indicatori patrimoniali, rilevanti ad esempio in caso di recesso o risoluzione per inadempimento della PA.
  3. Negli arbitrati e nel contenzioso amministrativo-contabile, le perizie sulla situazione finanziaria dell’ente dovranno tenere conto del nuovo schema contabile: aggiorna le tue check-list istruttorie di conseguenza.
  4. La cabina di regia interna all’ente diventa un interlocutore specifico da identificare quando si richiedono accessi agli atti o documenti contabili in sede di istruttoria pre-contenziosa.
  5. Per i clienti che partecipano a gare d’appalto, la verifica della capacità di spesa dell’ente committente potrà avvalersi di dati patrimoniali più strutturati, utili nella due diligence preliminare all’offerta.

Attenzione a

Non confondere la piena adozione del metodo Accrual con l’attuale sistema duale già previsto dal d.lgs. 118/2011. Gli enti che non hanno ancora completato la fase pilota potrebbero avere bilanci economico-patrimoniali incompleti o non aggiornati: verifica sempre a quale stadio di implementazione si trova l’ente controparte prima di utilizzare quei dati in sede processuale o stragiudiziale.

La costituzione della cabina di regia è un obbligo organizzativo interno all’ente, non una garanzia di qualità dei dati contabili prodotti. In sede di accesso agli atti, richiedi sempre anche la relazione dell’organo di revisione contabile, che resta il documento più affidabile per una valutazione indipendente della situazione finanziaria dell’ente.

Domande frequenti

Cos’è la riforma Accrual per gli enti locali e quando entra in vigore?

La riforma Accrual introduce la contabilità economico-patrimoniale piena negli enti locali, affiancando e progressivamente rafforzando il sistema finanziario già previsto dal d.lgs. 118/2011. Il decreto attuativo in corso di adozione fisserà le istruzioni operative, compreso l’obbligo di istituire una cabina di regia interna. Le tempistiche definitive dipenderanno dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Come cambia il bilancio di un comune con il metodo Accrual e come leggerlo per valutare crediti vantati?

Con il metodo Accrual, il bilancio dell’ente includerà uno stato patrimoniale e un conto economico strutturati secondo criteri analoghi a quelli civilistici. Per valutare un credito vantato verso un comune, potrai verificare direttamente le passività iscritte, il patrimonio netto e gli accantonamenti, informazioni assenti o difficilmente leggibili nel solo bilancio finanziario tradizionale.

Posso usare il bilancio economico-patrimoniale di un ente locale come prova in giudizio?

Il bilancio economico-patrimoniale dell’ente è un documento pubblico acquisibile tramite accesso agli atti ex art. 22 l. 241/1990. Può essere prodotto in giudizio come elemento indiziario sulla situazione finanziaria dell’ente, ma va integrato con la relazione dell’organo di revisione contabile per rafforzarne il valore probatorio in sede di valutazione della solvibilità o della capacità di adempimento.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali