Esame avvocato 2026-27 con due scritti e orale unico


Dal 2026-27 l’esame di abilitazione forense si articola in due prove scritte e un’unica prova orale, con possibilità di usare codici annotati con giurisprudenza. Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri supera il regime previgente e riscrive le regole per chi completa il praticantato nei prossimi anni. Chi segue tirocinanti in studio deve aggiornare subito le indicazioni su come prepararsi all’esame.

Punti chiave

  • Punto 1 — La sessione 2026-27 prevede due scritti e un solo orale, non più tre scritti distinti.
  • Punto 2 — I candidati potranno usare codici annotati con giurisprudenza durante le prove scritte.
  • Punto 3 — Il decreto-legge è già in vigore: chi ha tirocinanti in studio deve aggiornare il piano di preparazione.

Se segui tirocinanti in studio o sei tu stesso in attesa di sostenere l’esame di abilitazione, il quadro cambia in modo sostanziale a partire dalla sessione 2026-27. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che ridisegna la struttura dell’esame di Stato per l’accesso alla professione forense: meno prove, regole diverse, strumenti nuovi a disposizione dei candidati.

La notizia arriva da Giuricivile.it: il decreto introduce due prove scritte e un’unica prova orale, superando l’assetto precedente fondato su tre elaborati scritti. Ammesso anche l’utilizzo di codici annotati con la giurisprudenza, strumento fino ad oggi escluso o limitato nelle sessioni tradizionali.

Il contesto normativo

L’esame di Stato per l’accesso alla professione forense è disciplinato dalla legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense), in particolare dagli artt. 46-49, che regolano le modalità di svolgimento delle prove scritte e orali, i requisiti di ammissione e la commissione esaminatrice. Il decreto-legge appena approvato interviene proprio su questo impianto, modificando la struttura delle prove per la sessione 2026-27 senza attendere una riforma legislativa ordinaria, a conferma dell’urgenza politica attribuita alla questione. Il ricorso allo strumento del decreto-legge, ai sensi dell’art. 77 Cost., segnala che il Governo ha ritenuto sussistenti i requisiti di necessità e urgenza, con conseguente entrata in vigore immediata dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Cosa cambia per lo studio

  1. Da tre scritti a due. La struttura tradizionale prevedeva tre elaborati scritti (diritto civile, diritto penale, atto giudiziario). Il nuovo assetto si riduce a due prove scritte: chi prepara i tirocinanti deve rivedere il piano di studio e i materiali di esercitazione.
  2. Orale unico al posto di più prove. La prova orale diventa un momento unico e consolidato, probabilmente più articolato nei contenuti. Occorre capire, appena disponibile il testo del decreto, quali materie saranno oggetto dell’orale e con quale peso.
  3. Codici annotati ammessi. I candidati potranno consultare durante gli scritti codici che riportano riferimenti giurisprudenziali. Questo sposta il focus della preparazione: meno memorizzazione delle massime, più capacità di ragionamento applicativo.
  4. Aggiornamento immediato per chi supervisiona tirocinanti. Se in studio hai praticanti che punteranno alla sessione 2026-27, il programma di affiancamento va rivisto già ora, soprattutto nella selezione dei codici da acquistare e nell’impostazione delle simulazioni scritte.
  5. Testo del decreto da monitorare in Gazzetta. L’entrata in vigore è immediata, ma i dettagli operativi — numero di materie per ciascuno scritto, durata, commissioni — saranno nel testo pubblicato. Tienilo sotto controllo appena disponibile.

Attenzione a

Non confondere la sessione applicabile. Il decreto riguarda la sessione 2026-27: chi è già iscritto o sosterrà la prossima sessione utile (2025) opera ancora con le regole previgenti della l. 247/2012. Applicare per errore le nuove modalità nella preparazione di un candidato alla sessione sbagliata significa sprecare tempo su un format che non verrà usato.

Verificare quale tipo di codice annotato è ammesso. La norma parla di codici annotati con giurisprudenza, ma non è ancora chiaro se qualsiasi edizione commerciale sia accettata o se ci siano limiti (es. esclusione di commenti dottrinali estesi). Acquistare o consigliare testi prima di leggere il decreto completo espone al rischio di indicazioni sbagliate ai tirocinanti.

Domande frequenti

Quante prove scritte prevede il nuovo esame avvocato 2026-27?

Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri prevede due prove scritte in luogo delle tre tradizionali. La sessione di riferimento è quella 2026-27. I dettagli sulle materie oggetto di ciascuna prova saranno nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che va monitorato appena disponibile.

Si possono usare i codici annotati all’esame di avvocato dal 2026?

Sì. Il nuovo decreto introduce espressamente la possibilità di utilizzare codici annotati con la giurisprudenza durante le prove scritte della sessione 2026-27. Resta da chiarire, nel testo definitivo del decreto, se esistono limiti sulle tipologie di annotazioni ammesse o sulle edizioni accettate dalle commissioni.

Il nuovo esame avvocato 2026 si applica anche alla sessione 2025?

No. Le modifiche introdotte dal decreto-legge si applicano a partire dalla sessione 2026-27. Chi sostiene l’esame nella sessione 2025 opera ancora secondo le regole della legge 31 dicembre 2012, n. 247, con la struttura precedente delle prove scritte e orali.

Fonte di riferimento: Giuricivile