Nel procedimento di accertamento tecnico preventivo per invalidità civile, contestare le conclusioni del CTU in modo generico equivale a non contestarle affatto. Il giudice può recepire integralmente la perizia se la parte non indica, punto per punto, quali valutazioni siano errate e perché. Per non perdere la causa sul piano tecnico, il difensore deve costruire il dissenso come un contro-elaborato motivato, non come una semplice dichiarazione di insoddisfazione.
Punti chiave
- Il dissenso generico dalla CTU in ATP non produce effetti: deve essere specifico e motivato per capitoli.
- Il giudice può recepire la CTU senza ulteriori spiegazioni se la contestazione è superficiale o generica.
- La nomina di un CTP medico-legale competente è condizione pratica per costruire un dissenso efficace.
Se assisti un cliente in un ATP per invalidità civile o indennità di accompagnamento, sappi che contestare le conclusioni del CTU senza specificità è un errore che compromette il giudizio. Il giudice, in assenza di un dissenso articolato, è legittimato a fare proprie le conclusioni peritali senza dover aggiungere motivazione autonoma. Il difensore deve trasformare il dissenso in un documento tecnico puntuale, non in una protesta generica.
Il tema è al centro di una recente pronuncia segnalata da Diritto.it, che ribadisce come, in materia di ATP e invalidità civile, il dissenso dalla CTU debba essere specifico per avere rilevanza processuale.
Il contesto normativo
L’ATP in materia di previdenza e assistenza obbligatoria è disciplinato dall’art. 445-bis c.p.c., introdotto dall’art. 38, comma 1, d.l. n. 98/2011, conv. in l. n. 111/2011. La norma prevede che, depositata la relazione del CTU, le parti possano dichiarare di non contestarla oppure di contestarla: in questo secondo caso il procedimento si converte in giudizio ordinario. La Corte di Cassazione — tra le altre, Cass. Civ. n. 18026/2019 — ha chiarito che la contestazione priva di specificità non impedisce al giudice di recepire la CTU come prova del fatto controverso. Lo stesso principio si applica in sede di ATP ante causam ex art. 696-bis c.p.c. quando utilizzato in funzione conciliativa nelle controversie previdenziali.
Cosa cambia per lo studio
- Nomina il CTP medico-legale già nella fase di ATP, prima del deposito della relazione peritale: avere un consulente tecnico di parte attivo fin dall’inizio ti consente di produrre osservazioni scritte puntuali entro i termini fissati dal giudice.
- Struttura il dissenso per capitoli corrispondenti alle singole valutazioni del CTU — diagnosi, percentuale di invalidità, requisiti per l’accompagnamento — indicando per ognuna la critica tecnica specifica e il riferimento alla letteratura medica o alle tabelle INPS.
- Non limitarti a richiedere il rinnovo della CTU senza motivare: il giudice ha potere discrezionale nel disporre una nuova perizia, e senza un dissenso motivato difficilmente lo eserciterà in tuo favore.
- Verifica sempre i termini per il deposito delle note di dissenso fissati nell’ordinanza del giudice: il mancato rispetto del termine preclude la contestazione e cristallizza le conclusioni peritali.
- Se il cliente è già in giudizio ordinario (dopo la mancata conciliazione in ATP), il dissenso deve essere formalizzato nelle memorie ex art. 183, comma 6, c.p.c. con allegazione delle osservazioni del CTP: un deposito tardivo è inutilizzabile.
Attenzione a
Il rischio principale è confondere la generica insoddisfazione del cliente con un dissenso processualmente rilevante. Frasi come «si contesta la CTU in ogni sua parte» o «le conclusioni sono errate» non costituiscono dissenso specifico e lasciano il giudice libero di motivare la sentenza per relationem alla perizia. Se non hai un CTP in grado di redigere osservazioni tecniche dettagliate, valuta se proseguire o cercare una definizione transattiva prima della sentenza.
Attenzione anche al coordinamento con il patronato o con il consulente previdenziale che segue il cliente in sede amministrativa: i verbali delle commissioni mediche INPS o ASL acquisiti in quella sede possono essere prodotti come documenti nel fascicolo ATP e rafforzare il dissenso, ma solo se depositati tempestivamente e collegati alle specifiche contestazioni mosse alla CTU.
Domande frequenti
Cosa significa dissenso specifico dalla CTU in un ATP per invalidità civile?
Significa indicare, punto per punto, quali valutazioni del CTU siano errate, con riferimento a diagnosi, percentuali di invalidità o requisiti specifici come l’accompagnamento. Non basta scrivere ‘si contesta la CTU’: occorre allegare le osservazioni del CTP che confutano i singoli passaggi tecnici della perizia con argomenti medico-legali precisi.
Il giudice può recepire la CTU senza motivare se non c’è stato dissenso specifico?
Sì. La Cassazione ha stabilito che il giudice può motivare per relationem alle conclusioni del CTU quando il dissenso della parte è generico o assente. Solo un dissenso specifico e documentato obbliga il giudice a confrontarsi analiticamente con le critiche sollevate, pena il vizio di motivazione della sentenza.
Entro quando va depositato il dissenso dalla CTU nell’ATP ex art. 445-bis c.p.c.?
Entro il termine fissato dal giudice nell’ordinanza che segue il deposito della relazione peritale. L’art. 445-bis c.p.c. non indica un termine fisso: è il giudice a stabilirlo caso per caso. Il mancato rispetto del termine preclude la contestazione e rende definitiva, ai fini del procedimento, la valutazione del CTU.
Fonte di riferimento: Diritto.it