CUP fatture elettroniche correggibili online con nuovo servizio AdE



Dal 2025 chi ha emesso fatture elettroniche collegate a incentivi pubblici senza indicare correttamente il CUP può rimediare online, senza dover ricorrere a note di credito o procedure correttive ordinarie. Il provvedimento AdE n. 563301/2025 attiva un servizio web nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi che consente l’integrazione o la correzione del codice direttamente sull’originale trasmesso. Per gli studi che assistono imprese beneficiarie di contributi pubblici, questo strumento elimina un rischio concreto di irregolarità documentale nei controlli antifrode.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il provvedimento AdE 563301/2025 introduce la correzione online del CUP nelle fatture elettroniche.
  • Punto 2 — Il servizio è accessibile nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
  • Punto 3 — L’omissione del CUP nelle fatture legate a incentivi pubblici espone al rischio di irregolarità nei controlli antifrode e antimafia.

Per gli studi che assistono imprese beneficiarie di contributi pubblici, la gestione documentale delle fatture elettroniche collegate agli incentivi è da sempre un punto critico. Un CUP assente o errato può compromettere la tracciabilità richiesta dalla normativa antimafia e antifrode, con conseguenze che vanno dalla sospensione dell’erogazione fino alla revoca del beneficio.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 563301/2025 introduce un servizio web per integrare o correggere il CUP nelle fatture elettroniche già trasmesse. La funzione è disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”. La notizia è riportata da Agenda Digitale.

Il contesto normativo

L’obbligo di indicare il CUP (Codice Unico di Progetto) nelle fatture elettroniche collegate a finanziamenti pubblici discende dall’art. 11 della legge n. 3/2003, che impone la tracciabilità dei flussi finanziari su ogni documento contabile relativo a investimenti pubblici. Il d.lgs. n. 231/2002 e le successive disposizioni in materia di tracciabilità dei pagamenti pubblici (art. 3, l. 136/2010) completano il quadro: la fattura priva di CUP valido non soddisfa i requisiti di tracciabilità e può rendere irregolare l’intera filiera di pagamento. Sul piano sanzionatorio, l’ANAC e le stazioni appaltanti possono contestare la violazione ai sensi dell’art. 6, l. 136/2010, con nullità dei pagamenti effettuati in assenza di tracciabilità.

Cosa cambia per lo studio

  1. Puoi consigliare al cliente di correggere fatture già emesse con CUP errato o mancante direttamente dal portale AdE, senza emettere nota di credito e nuova fattura: questo preserva la data originale del documento e semplifica la riconciliazione contabile.
  2. Nei procedimenti di verifica o audit su contributi pubblici, la disponibilità dello strumento di correzione online costituisce un elemento utile per dimostrare la buona fede del cliente e la volontà di regolarizzare: documentalo sempre con screenshot e data dell’operazione.
  3. Per i clienti con portafogli rilevanti di fatture legate a incentivi (es. Transizione 4.0, PNRR, bandi regionali), vale la pena effettuare un censimento preventivo delle fatture trasmesse senza CUP o con codice non corrispondente al progetto finanziato.
  4. L’accesso al servizio richiede le credenziali dell’area riservata AdE (SPID, CIE o CNS): verifica che il cliente abbia la delega attiva o accedi tramite intermediario abilitato con delega fiscale.
  5. Tieni presente che la correzione online non sana eventuali violazioni già contestate in atti formali: in quel caso l’integrazione documentale va accompagnata da memorie difensive specifiche.

Attenzione a

Il servizio corregge il dato nella banca dati AdE, ma non modifica automaticamente i registri del soggetto erogante (Ministero, Regione, GSE ecc.). Se il procedimento di erogazione è già aperto o in fase di controllo, informa tempestivamente l’ente concedente della correzione effettuata e trasmetti copia della fattura aggiornata: il rischio è che l’ente lavori ancora sulla versione errata e formalizzi una contestazione superabile solo con un intervento attivo dello studio.

Attenzione anche ai termini di conservazione: la fattura elettroniche originale e la versione corretta devono entrambe essere conservate nel sistema di conservazione a norma per almeno 10 anni (art. 8, d.lgs. 82/2005 — CAD). Non cancellare la versione originale: serve come traccia dell’errore e della sua correzione.

Guida pratica: come procedere

  1. Accedi all’area riservata AdE
    Entra nel portale dell’Agenzia delle Entrate con credenziali SPID, CIE o CNS. Se operi come intermediario, verifica di avere la delega fiscale attiva per il cliente prima di procedere.
  2. Apri il portale Fatture e Corrispettivi
    Dalla homepage dell’area riservata, seleziona il servizio “Fatture e Corrispettivi”. Individua la sezione dedicata alla correzione o integrazione del CUP, introdotta dal provvedimento n. 563301/2025.
  3. Individua la fattura da correggere
    Cerca la fattura elettronica già trasmessa allo SDI che contiene il CUP errato o mancante. Filtra per numero documento, data o partita IVA del cessionario per restringere la ricerca.
  4. Inserisci o correggi il CUP
    Utilizza il servizio web per integrare il codice mancante o sostituire quello errato. Verifica che il CUP corrisponda esattamente a quello assegnato al progetto dall’ente concedente: un carattere errato invalida la tracciabilità.
  5. Salva e documenta l’operazione
    Conferma la modifica e scarica o acquisisci screenshot con data e ora dell’operazione. Conserva la documentazione sia nella pratica del cliente sia nel sistema di conservazione a norma insieme alla fattura originale.
  6. Notifica l’ente concedente se il procedimento è aperto
    Se il contributo è in fase di erogazione o controllo, invia all’ente concedente (Ministero, Regione, GSE ecc.) comunicazione scritta della correzione effettuata, allegando copia della fattura aggiornata. Non fare affidamento sull’aggiornamento automatico dei loro sistemi.

Domande frequenti

Come si corregge il CUP in una fattura elettronica già inviata allo SDI?

Con il provvedimento AdE n. 563301/2025 è disponibile un servizio web nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi che consente di integrare o correggere il CUP direttamente sulla fattura già trasmessa, senza emettere nota di credito. L’accesso richiede credenziali SPID, CIE o CNS, oppure delega da intermediario abilitato.

La mancanza del CUP in fattura può far perdere il contributo pubblico?

Sì. L’art. 11, l. 3/2003 e l’art. 3, l. 136/2010 impongono la tracciabilità dei flussi finanziari su ogni documento contabile collegato a investimenti pubblici. Una fattura priva di CUP valido non soddisfa i requisiti di tracciabilità e può portare alla contestazione dell’irregolarità, alla sospensione o alla revoca del beneficio da parte dell’ente erogante.

La correzione del CUP online sana una contestazione già notificata dall’ente concedente?

No. Il servizio AdE aggiorna la banca dati fiscale, ma non ha effetti automatici sul procedimento amministrativo di controllo già avviato dall’ente concedente. In caso di contestazione formale già notificata, la correzione online va accompagnata da memorie difensive e da comunicazione esplicita all’ente con trasmissione della fattura aggiornata.

Fonte di riferimento: AgendaDigitale