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Rottamazione enti locali modello domanda disponibile



Con la disponibilità del modello ufficiale per la rottamazione dei debiti affidati agli enti locali, i professionisti possono avviare concretamente le istanze per i propri clienti. La procedura permette di estinguere i carichi iscritti a ruolo versando il solo capitale senza sanzioni e interessi di mora. Il termine per presentare la domanda va verificato con precisione per ciascun ente aderente, poiché i Comuni deliberano autonomamente le proprie finestre temporali.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il modello di domanda per la rottamazione degli enti locali è ora ufficialmente disponibile per la compilazione.
  • Punto 2 — Ogni ente locale aderisce autonomamente: verificare le delibere comunali prima di presentare istanza.
  • Punto 3 — L’istanza elimina sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuto il solo capitale originario.

Se hai clienti con debiti iscritti a ruolo verso Comuni o altri enti locali, il momento di muoversi è adesso. Il modello ufficiale per aderire alla rottamazione dei carichi affidati agli agenti della riscossione degli enti locali è pronto e scaricabile: prima lo presenti, più tempo il cliente ha per organizzare il piano di pagamento.

La notizia arriva da La Gazzetta degli Enti Locali, che segnala la pubblicazione del modello di istanza destinato ai contribuenti con pendenze verso gli enti che hanno deliberato l’adesione alla misura agevolativa.

Il contesto normativo

La rottamazione per gli enti locali si innesta nel perimetro tracciato dall’art. 1, commi 796 e seguenti, della L. n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), che ha introdotto la facoltà per i Comuni di adottare misure di definizione agevolata dei propri carichi, in deroga alla disciplina ordinaria della riscossione coattiva. A questo si aggiunge il quadro delineato dall’art. 13 del D.Lgs. n. 159/2015 sulle procedure di discarico e dal successivo D.L. n. 34/2023 (Decreto Lavoro), che ha riaperto finestre analoghe sul piano nazionale. Ogni ente locale deve però adottare una propria delibera consiliare: senza di essa, il modello non produce effetti nei confronti di quell’ente specifico.

Cosa cambia per lo studio

  1. Mappatura immediata dei clienti espositi. Avvia una ricognizione dei clienti con cartelle o avvisi di accertamento esecutivo emessi da enti locali: sono i potenziali beneficiari diretti della misura.
  2. Verifica delle delibere comunali. Prima di compilare qualsiasi modello, controlla che il Comune creditore abbia effettivamente deliberato l’adesione alla rottamazione. L’assenza della delibera rende l’istanza improcedibile.
  3. Calcolo del risparmio per il cliente. La rottamazione azzera sanzioni e interessi di mora: su carichi datati, il risparmio può superare il 30-40% del totale iscritto a ruolo. Quantifica subito per rendere concreta la consulenza.
  4. Gestione dei termini di scadenza. Ogni ente fissa autonomamente la finestra temporale per presentare le domande. Monitora le delibere pubblicizzate sui siti istituzionali dei Comuni interessati e calendari le scadenze cliente per cliente.
  5. Sospensione delle procedure esecutive in corso. La presentazione dell’istanza in genere determina la sospensione delle azioni esecutive già avviate dall’ente o dal suo agente riscossore: verifica questa condizione nella delibera specifica prima di comunicarla al cliente come certezza.

Attenzione a

Non confondere la rottamazione nazionale con quella degli enti locali. I termini, le condizioni e i soggetti abilitati sono distinti. Un’istanza presentata al soggetto sbagliato — o riferita a un ente che non ha deliberato — non sospende nulla e può far perdere tempo prezioso al cliente, esponendolo a prosecuzione delle esecuzioni.

Attenzione alla decadenza per omesso o tardivo pagamento. Come nelle rottamazioni nazionali, il mancato pagamento di una rata nei termini stabiliti dall’ente comporta la decadenza dal beneficio e la reviviscenza dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi. Imposta promemoria automatici per ogni scadenza rateale del cliente.

Guida pratica: come procedere

  1. Verifica la delibera dell’ente locale
    Controlla sul sito istituzionale del Comune o dell’ente creditore se è stata adottata una delibera consiliare di adesione alla rottamazione. Senza delibera, qualsiasi istanza è inefficace. Annota il numero di delibera, la data di adozione e l’eventuale elenco di debiti esclusi.
  2. Identifica i carichi del cliente
    Richiedi al cliente l’elenco delle cartelle esattoriali o avvisi di accertamento esecutivo emessi dall’ente locale. Verifica le date di affidamento all’agente riscossore: solo i carichi affidati entro il termine indicato nella delibera sono rottamabili.
  3. Calcola l’importo da versare
    La rottamazione prevede il pagamento del solo capitale iscritto a ruolo, senza sanzioni e interessi di mora. Somma gli importi originari delle cartelle incluse nell’istanza e confronta con il totale attuale per quantificare il risparmio effettivo da presentare al cliente.
  4. Compila e presenta il modello ufficiale
    Scarica il modello di domanda indicato nella delibera o sul sito dell’ente. Compilalo con i dati del contribuente e i riferimenti ai singoli carichi da includere. Presentalo entro la scadenza prevista, conservando la ricevuta di trasmissione come prova della tempestività.
  5. Monitora la comunicazione di accoglimento
    L’ente o il suo agente riscossore comunica al contribuente l’ammontare delle somme dovute e il piano di pagamento. Verifica che tutti i carichi indicati nell’istanza siano stati inclusi. In caso di omissione, contesta entro i termini indicati nella delibera.
  6. Imposta le scadenze rateali
    Calendario ogni rata con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla scadenza. Il mancato pagamento anche di una sola rata nei termini comporta la decadenza dal beneficio e la ripresa integrale del debito con sanzioni e interessi. Predisponi un promemoria automatico per il cliente.

Domande frequenti

Come si presenta la domanda di rottamazione al Comune?

Si utilizza il modello ufficiale reso disponibile dall’ente locale o dal soggetto gestore della riscossione. La domanda va presentata entro il termine fissato dalla delibera comunale, di norma tramite invio telematico o sportello dedicato. Ogni Comune può prevedere modalità differenti: verificare sempre le istruzioni allegate alla delibera di adesione.

Quali debiti rientrano nella rottamazione degli enti locali?

Rientrano i carichi affidati all’agente della riscossione dell’ente locale entro la data prevista dalla delibera comunale. Tipicamente si tratta di IMU, TARI, sanzioni amministrative e altri tributi locali. Restano esclusi i debiti già oggetto di sentenza definitiva con condanna alle spese e quelli espressamente esclusi dalla delibera del singolo ente.

Cosa succede alle cartelle in corso di esecuzione se si presenta l’istanza?

In linea generale la presentazione dell’istanza sospende le procedure esecutive e cautelari già avviate. Tuttavia la sospensione è condizionata all’ammissibilità della domanda e va verificata nella delibera dell’ente specifico. Non assumere la sospensione come automatica senza aver letto il testo della delibera comunale di riferimento.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali

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