Site icon Bollettino Ufficiale

Incentivi tecnici società in house rimessi alla Sezione Autonomie


La Corte dei conti ha rimesso alla Sezione delle Autonomie la questione se il personale delle società in house possa ricevere gli incentivi tecnici previsti dal Codice dei contratti pubblici. Fino alla pronuncia della Sezione delle Autonomie, la questione resta aperta e i pareri delle singole sezioni regionali non sono vincolanti. Chi assiste enti locali o società partecipate deve tenere in sospeso qualsiasi consulenza definitiva sul punto.

Punti chiave

  • Punto 1 — La questione degli incentivi tecnici alle società in house è ora rimessa alla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti.
  • Punto 2 — Fino alla pronuncia unificante, le difformità interpretative tra sezioni regionali rendono il quadro incerto.
  • Punto 3 — Gli enti locali che abbiano già erogato incentivi tecnici al personale in house si espongono a rischio di contestazione contabile.

Chi assiste enti locali o società partecipate su appalti e contratti pubblici deve sapere che la questione degli incentivi tecnici al personale delle società in house è formalmente aperta e priva di risposta vincolante. Qualsiasi parere reso oggi in senso favorevole all’erogazione si scontra con un quadro giurisprudenziale contabile ancora irrisolto, con il rischio concreto di esporre il cliente a responsabilità erariale.

La Corte dei conti ha rimesso alla Sezione delle Autonomie la questione se il personale dipendente di società in house possa beneficiare degli incentivi per funzioni tecniche disciplinati dal Codice dei contratti pubblici. La notizia è riportata da La Gazzetta degli Enti Locali.

Il contesto normativo

Gli incentivi per funzioni tecniche trovano base normativa nell’art. 45 del d.lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici), che ha sostituito il previgente art. 113 del d.lgs. 50/2016. La norma consente alle stazioni appaltanti di destinare una quota del valore dell’appalto a incentivare il personale interno che svolge attività tecnica nella gestione del procedimento. Il nodo interpretativo riguarda se le società in house — che restano soggetti di diritto privato pur essendo qualificate come longa manus dell’ente — rientrino nel perimetro di applicazione di una norma pensata per il personale delle pubbliche amministrazioni in senso stretto. La Sezione delle Autonomie è l’organo deputato a risolvere i contrasti tra sezioni regionali della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del d.lgs. 174/2016 (Codice di giustizia contabile), e la sua pronuncia avrà carattere vincolante per tutte le sezioni.

Cosa cambia per lo studio

  1. Sospendi qualsiasi parere definitivo sull’erogazione di incentivi tecnici al personale di società in house: la questione è sub iudice davanti alla Sezione delle Autonomie e un parere favorevole oggi può rivelarsi errato domani.
  2. Se assisti un ente locale che ha già deliberato o erogato tali incentivi, valuta subito il profilo di responsabilità erariale del funzionario che ha autorizzato la spesa, indipendentemente dall’esito finale della rimessione.
  3. Monitora le pronunce delle sezioni regionali pubblicate nelle more della decisione: alcune si sono espresse in senso favorevole all’erogazione, altre in senso contrario, e conoscere il filone prevalente nella regione del tuo cliente ha valore pratico immediato.
  4. Nei contratti di servizio tra ente locale e società in house di nuova stipula, inserisci una clausola sospensiva o condizionale sull’erogazione degli incentivi, subordinata all’esito della pronuncia della Sezione delle Autonomie.
  5. Verifica se la società in house assistita abbia già inserito gli incentivi nel proprio regolamento interno: un regolamento adottato prima della pronuncia non copre il rischio contabile del dirigente che ha autorizzato i pagamenti.

Attenzione a

Il principale rischio operativo è consigliare l’erogazione degli incentivi facendo leva su un parere favorevole di una singola sezione regionale della Corte dei conti: quei pareri non sono vincolanti erga omnes e non costituiscono esimente dalla responsabilità erariale in modo automatico. La rimessione alla Sezione delle Autonomie segnala proprio che il contrasto tra sezioni è reale e rilevante.

Attenzione anche al perimetro soggettivo: non tutte le società partecipate sono in house. Una società in house deve rispettare i requisiti del controllo analogo e della prevalenza dell’attività, codificati nell’art. 16 del d.lgs. 175/2016 (TUSP). Se la società non integra pienamente quei requisiti, il problema degli incentivi tecnici si pone in termini ancora più critici, perché verrebbe meno anche la base per equipararla alla stazione appaltante.

Domande frequenti

Il personale di una società in house può ricevere incentivi tecnici ex art. 45 d.lgs. 36/2023?

La questione è attualmente rimessa alla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, che dovrà risolvere il contrasto interpretativo tra sezioni regionali. Fino alla pronuncia, non esiste un orientamento vincolante: alcune sezioni regionali hanno risposto sì, altre no. Sconsigliabile erogare gli incentivi prima della decisione.

Un parere favorevole della Corte dei conti regionale protegge il funzionario che eroga gli incentivi in house?

Non in modo automatico. I pareri delle sezioni regionali non sono vincolanti per le sezioni giurisdizionali e non costituiscono esimente assoluta dalla responsabilità erariale. Il funzionario che si è uniformato a un parere favorevole può invocare la scriminante della buona fede, ma l’esito resta incerto in presenza di un contrasto giurisprudenziale conclamato.

Cosa succede agli incentivi tecnici già erogati dalla società in house se la Sezione delle Autonomie si pronuncia in senso negativo?

Gli importi già erogati potrebbero essere oggetto di azione di responsabilità erariale nei confronti dei soggetti che hanno autorizzato la spesa. La società in house non è direttamente soggetta alla giurisdizione contabile, ma il funzionario dell’ente locale che ha esercitato il controllo analogo e avallato la scelta potrebbe essere esposto.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali

Exit mobile version