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Dichiarazione dei redditi precompilata 2026 scadenze


Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate anticipa le date di accesso alla dichiarazione precompilata e introduce nuove funzionalità per il modello 730 e il modello Redditi Persone Fisiche. Uno studio legale che assiste clienti persone fisiche deve aggiornare il proprio calendario degli adempimenti fiscali e verificare la delega all’accesso per i professionisti abilitati. Le scadenze cambiate possono incidere sui termini di assistenza fiscale e sui casi di ravvedimento operoso.

Punti chiave

  • Punto 1 — Dal 2026 cambiano le date di accesso e invio del 730 e del modello Redditi PF.
  • Punto 2 — L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un numero record di dati precaricati per i contribuenti.
  • Punto 3 — Gli studi che curano l’assistenza fiscale devono aggiornare deleghe e calendario operativo entro le nuove scadenze.

Chi in studio segue anche l’assistenza fiscale di persone fisiche — soci, amministratori, professionisti clienti — deve aggiornare subito il calendario degli adempimenti per il 2026. Le nuove date di accesso e invio della dichiarazione precompilata spostano in avanti o in anticipo finestre operative che finora erano consolidate, con ricadute dirette sui termini di delega, integrazione e ravvedimento.

L’Agenzia delle Entrate ha reso note le novità del calendario della dichiarazione precompilata 2026, che riguardano sia il modello 730 sia il modello Redditi Persone Fisiche. Il numero di dati precaricati raggiunge un nuovo record, riducendo i margini di errore ma aumentando la responsabilità del contribuente in caso di mancata verifica. I dettagli sono disponibili su MisterFisco.

Il contesto normativo

La dichiarazione precompilata trova la sua base nell’art. 1 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 (Decreto Semplificazioni fiscali), che ha introdotto l’obbligo per l’Agenzia delle Entrate di mettere a disposizione dei contribuenti una bozza di dichiarazione elaborata sulla base dei dati in suo possesso. L’art. 5 dello stesso decreto disciplina la responsabilità del contribuente che accetta la precompilata senza modifiche: in tal caso sono esclusi i controlli documentali sulle spese detraibili già presenti nella bozza. Se invece il contribuente modifica la dichiarazione, la copertura decade su tutte le voci toccate. Questo equilibrio tra accettazione e modifica è il punto su cui concentrarsi quando si assiste un cliente.

Cosa cambia per lo studio

  1. Le nuove date di accesso alla precompilata 2026 spostano il calendario operativo: aggiorna subito il promemoria interno per non perdere la finestra utile alla verifica dei dati precaricati prima della scadenza di invio.
  2. Il numero record di dati disponibili nella bozza 2026 — spese sanitarie, interessi su mutui, contributi previdenziali, premi assicurativi — riduce le integrazioni manuali ma richiede una verifica puntuale delle voci attribuite al cliente, soprattutto se provengono da più soggetti obbligati alla trasmissione.
  3. La delega all’accesso alla precompilata da parte di un intermediario abilitato (art. 3, comma 3, D.P.R. 322/1998) va conferita entro i termini aggiornati: uno studio che opera come CAF o che si avvale di un commercialista delegato deve coordinare i rispettivi adempimenti con i nuovi orizzonti temporali.
  4. Per i clienti che presentano il modello Redditi PF invece del 730 — tipicamente titolari di partita IVA o con redditi esteri — le scadenze 2026 possono differire: distingui i due binari nel tuo database clienti per non confondere i termini di invio.
  5. In caso di dichiarazione integrativa o ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997), il nuovo calendario incide sul calcolo delle riduzioni sanzionatorie: la misura della riduzione dipende dal momento in cui si presenta la correzione rispetto alla scadenza originaria, che nel 2026 è modificata.

Attenzione a

Il primo rischio riguarda la responsabilità da accettazione inconsapevole: se il cliente accetta la precompilata senza che lo studio abbia verificato la correttezza dei dati precaricati, l’esclusione dei controlli documentali scatta automaticamente, ma eventuali errori a sfavore del Fisco restano comunque recuperabili con avviso di accertamento sulle voci non coperte dalla protezione. Non dare per scontato che la precompilata sia sempre corretta.

Il secondo rischio è operativo: confondere le scadenze 2026 con quelle degli anni precedenti può far perdere la finestra per l’invio assistito o per l’integrazione a favore del contribuente. Aggiorna il gestionale dello studio con le nuove date non appena pubblicate nella versione definitiva del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti

Quando si può accedere alla dichiarazione precompilata 2026?

Le date di accesso alla precompilata 2026 sono state aggiornate dall’Agenzia delle Entrate rispetto al calendario degli anni precedenti. Per il modello 730 e il modello Redditi PF le finestre di accesso, verifica e invio seguono un calendario rinnovato che è necessario verificare sul portale istituzionale o tramite il proprio software gestionale aggiornato alla versione 2026.

Cosa succede se il cliente accetta la precompilata senza controllare i dati?

Ai sensi dell’art. 1, D.Lgs. 175/2014, l’accettazione senza modifiche esclude i controlli documentali sulle spese detraibili già presenti nella bozza. Tuttavia, errori a sfavore del contribuente o dati mancanti non coperti dalla precompilata restano accertabili. Lo studio deve sempre consigliare una verifica preventiva, soprattutto per clienti con spese elevate o redditi diversificati.

La scadenza cambiata del 2026 incide sul ravvedimento operoso?

Sì. Il ravvedimento operoso ex art. 13, D.Lgs. 472/1997 calcola la riduzione sanzionatoria in base al tempo trascorso dalla scadenza originaria della dichiarazione. Se la scadenza 2026 è anticipata o posticipata rispetto agli anni precedenti, cambia anche il momento di riferimento per il calcolo: verifica la nuova data ufficiale prima di consigliare al cliente la misura della riduzione applicabile.

Fonte di riferimento: MisterFisco

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