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Decreto omologazioni velox nuove regole per i ricorsi


Il decreto omologazioni sui dispositivi velox, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ridefinisce i requisiti tecnici e amministrativi che un autovelox deve soddisfare per essere utilizzato legalmente. Chi difende un cliente multato deve verificare immediatamente se il dispositivo era omologato secondo le nuove specifiche, perché un vizio di omologazione rende la multa impugnabile davanti al Giudice di Pace. La distinzione tra omologazione e approvazione — già al centro della giurisprudenza della Cassazione — rimane il punto critico su cui costruire il ricorso.

Punti chiave

  • Punto 1 — Il decreto pubblicato in G.U. fissa nuovi requisiti tecnici per l’omologazione dei dispositivi autovelox.
  • Punto 2 — La distinzione tra omologazione e approvazione ministeriale resta il fulcro dei ricorsi contro le multe.
  • Punto 3 — Ogni sanzione emessa con velox non omologato secondo le nuove regole è potenzialmente impugnabile al Giudice di Pace.

Se segui contenziosi su sanzioni del codice della strada, il decreto sulle omologazioni dei velox appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale ti riguarda direttamente. Prima di impostare qualsiasi ricorso, devi sapere se il dispositivo usato per elevare la multa rientra nella nuova disciplina o è ancora soggetto al regime previgente — e la risposta cambia la strategia difensiva.

Il decreto, atteso da anni dopo la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 10505/2024, stabilisce le regole per l’omologazione e l’approvazione ministeriale degli autovelox. Puoi consultare il testo integrale e il commento della fonte originale su La Gazzetta degli Enti Locali.

Il contesto normativo

Il decreto interviene sull’art. 142 del Codice della Strada (d.lgs. 285/1992), che disciplina i limiti di velocità e i dispositivi di rilevazione. La norma impone che gli strumenti di misura siano omologati o approvati dal Ministero delle Infrastrutture, ma per anni la distinzione tra i due istituti è rimasta ambigua. Le Sezioni Unite con la sentenza n. 10505/2024 hanno chiarito che il solo provvedimento di approvazione — senza omologazione — non è sufficiente a legittimare l’uso dello strumento ai fini sanzionatori. Il nuovo decreto traduce quel principio in regole operative, definendo iter, enti certificatori e specifiche tecniche.

Cosa cambia per lo studio

  1. Prima di depositare un ricorso, richiedi agli atti del procedimento la documentazione di omologazione del dispositivo: non basta la targa identificativa o il numero di serie indicato nel verbale.
  2. Verifica la data di omologazione rispetto alla data di accertamento dell’infrazione: se il velox era in uso prima di ottenere l’omologazione secondo le nuove specifiche, il verbale è attaccabile.
  3. Distingui i dispositivi fissi da quelli mobili — il decreto potrebbe prevedere iter differenziati, e un autovelox portatile usato senza specifica omologazione aggiornata espone l’ente locale a un vizio procedurale.
  4. Nei ricorsi già pendenti, valuta se depositare una memoria integrativa che richiami espressamente il decreto e la sua applicazione retroattiva o immediata alle fattispecie in corso.
  5. Controlla se il Comune o la Polizia Stradale ha aggiornato il decreto prefettizio di autorizzazione all’uso del dispositivo: l’omologazione ministeriale e l’autorizzazione locale sono due requisiti cumulativi, non alternativi.

Attenzione a

Il primo rischio è confondere l’omologazione con la taratura periodica. Sono due piani distinti: la taratura attesta la precisione dello strumento in un dato momento, l’omologazione ne certifica la conformità al tipo approvato. Un dispositivo regolarmente tarato ma non omologato secondo le nuove specifiche resta illegittimo ai fini sanzionatori — e questo errore concettuale ha già fatto perdere ricorsi ben impostati.

Il secondo rischio riguarda i termini di impugnazione. Il ricorso al Giudice di Pace va proposto entro 30 giorni dalla notifica del verbale (art. 204-bis C.d.S.), mentre il ricorso al Prefetto entro 60 giorni. Se il cliente arriva tardi con la documentazione sull’omologazione, valuta subito se i termini sono ancora aperti prima di investire tempo nell’analisi tecnica del dispositivo.

Domande frequenti

Un autovelox approvato ma non omologato può essere usato per fare multe valide?

No, secondo le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 10505/2024) la sola approvazione ministeriale non è sufficiente. Il dispositivo deve essere omologato per poter essere utilizzato legittimamente ai fini sanzionatori. Una multa elevata con strumento privo di omologazione è impugnabile davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale.

Come verifico se il velox che ha multato il mio cliente è omologato secondo il nuovo decreto?

Richiedi copia integrale degli atti al Comando che ha elevato la sanzione, incluso il certificato di omologazione ministeriale con numero e data. Confronta quella data con la data di accertamento dell’infrazione e con i requisiti tecnici previsti dal nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Se il documento manca o è antecedente all’entrata in vigore delle nuove specifiche, hai un motivo di ricorso concreto.

Il nuovo decreto sulle omologazioni velox si applica anche ai ricorsi già pendenti?

Dipende dalla data di notifica del verbale e dall’entrata in vigore del decreto. Per i ricorsi in corso, valuta di depositare una memoria integrativa che richiami il decreto come parametro di legittimità del dispositivo usato. Se il giudizio è ancora in fase istruttoria, puoi chiedere al giudice di acquisire la documentazione di omologazione aggiornata come prova documentale.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali

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