Con il Decreto Fiscale 2026 la rottamazione dei ruoli si estende ai crediti degli enti locali, inclusi i Comuni che gestiscono la riscossione in proprio o tramite concessionari. Chi assiste contribuenti con carichi pendenti verso Comuni deve verificare subito l’adesione alla misura e i termini di presentazione della domanda. Gli enti che deliberano di aderire dovranno farlo con apposita delibera consiliare, seguendo lo schema pubblicato da IFEL.
Punti chiave
- Punto 1 — La rottamazione 2026 copre anche i crediti comunali, non solo quelli affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Punto 2 — IFEL ha pubblicato uno schema di delibera consiliare che i Comuni devono adottare per aderire alla misura.
- Punto 3 — Il professionista deve verificare per ogni cliente se il Comune creditore ha deliberato l’adesione prima di presentare domanda.
Se assisti contribuenti con debiti verso Comuni — tributi locali, sanzioni, entrate patrimoniali — hai ora uno strumento concreto da valutare nell’immediato. La rottamazione dei ruoli prevista dal Decreto Fiscale 2026 non si limita ai carichi affidati all’Agente nazionale della riscossione, ma raggiunge anche i crediti gestiti direttamente dagli enti locali o dai loro concessionari privati. Questo cambia l’analisi del contenzioso pendente e la strategia di gestione delle posizioni debitorie.
IFEL — Istituto per la Finanza e l’Economia Locale — ha pubblicato una nota di approfondimento e uno schema di delibera consiliare per orientare i Comuni nell’adesione alla misura. La notizia è riportata da La Gazzetta degli Enti Locali.
Il contesto normativo
La rottamazione dei ruoli trova il suo fondamento storico nell’art. 6 del D.L. n. 193/2016, conv. con mod. dalla L. n. 225/2016, che per la prima volta ha disciplinato la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione. Le edizioni successive — inclusa la cd. rottamazione-quater introdotta dall’art. 1, commi 231 ss., della L. n. 197/2022 — hanno progressivamente aperto la facoltà di adesione anche agli enti creditori diversi dallo Stato, lasciando però ai singoli Comuni la scelta di aderire tramite delibera. Il Decreto Fiscale 2026 consolida e amplia questo schema: gli enti locali che intendono consentire ai propri debitori di accedere alla definizione agevolata devono deliberare espressamente, adottando un atto conforme alle indicazioni IFEL. In assenza di delibera, i carichi comunali restano esclusi dalla misura.
Cosa cambia per lo studio
- Mappatura immediata dei carichi comunali. Per ogni cliente con posizioni debitorie verso Comuni, verifica se si tratta di ruoli affidati ad AER o gestiti direttamente dall’ente. Solo nel secondo caso la rottamazione 2026 apre uno scenario nuovo che prima non esisteva.
- Monitoraggio delle delibere consiliari. L’adesione del Comune non è automatica. Tieni sotto controllo le delibere dei Comuni rilevanti per il tuo portafoglio clienti: IFEL ha messo a disposizione lo schema, ma la decisione resta discrezionale per ogni ente.
- Sospensione delle procedure esecutive. La presentazione della domanda di definizione agevolata produce, anche in questo contesto, effetti sospensivi sulle procedure esecutive in corso. Valuta se presentare istanza prima che il Comune proceda con pignoramento o altre misure cautelari.
- Coordinamento con il contenzioso tributario. Se pendi un ricorso davanti alla Corte di Giustizia Tributaria su carichi ora rottamabili, analizza la convenienza di rinunciare al giudizio in favore della definizione agevolata. L’accesso alla rottamazione richiede la rinuncia ai ricorsi pendenti relativi ai carichi inclusi.
- Assistenza agli enti locali. Se hai clienti Comuni o lavori con uffici legali di enti locali, lo schema IFEL è il punto di partenza per redigere o validare la delibera consiliare. Un errore formale nella delibera può escludere l’ente dalla misura o esporre l’atto a impugnazione.
Attenzione a
Non dare per scontata l’adesione del Comune. A differenza dei carichi AER, qui non esiste un’adesione automatica: se il Comune non delibera, il debitore non può accedere alla rottamazione su quei carichi, indipendentemente da quanto prevede il decreto. Presentare una domanda su carichi non coperti da delibera comunale equivale a un atto inefficace, con il rischio che il cliente perda tempo utile per altre strategie difensive.
Attenzione ai termini di presentazione della domanda. Il decreto fisserà una finestra temporale precisa. Un ritardo anche di un solo giorno rende la domanda inammissibile senza possibilità di sanatoria, come confermato dalla giurisprudenza consolidata sulle edizioni precedenti (cfr. Cass. Civ., sez. V, n. 9076/2023, in tema di decadenza dai benefici della definizione agevolata per tardiva presentazione dell’istanza).
Domande frequenti
I debiti verso il Comune rientrano nella rottamazione 2026 automaticamente?
No. L’inclusione dei crediti comunali nella rottamazione 2026 non è automatica. Ogni Comune deve adottare una delibera consiliare di adesione alla misura. Solo dopo quella delibera i contribuenti possono presentare domanda per i carichi di quel Comune. IFEL ha pubblicato uno schema di delibera per agevolare gli enti, ma la scelta resta discrezionale.
Presentare domanda di rottamazione sospende il pignoramento del Comune?
Sì, in linea generale la presentazione della domanda di definizione agevolata produce effetti sospensivi sulle procedure esecutive in corso, anche per i carichi comunali rientranti nella misura. Verifica però che il Comune abbia deliberato l’adesione: senza delibera, la domanda è inefficace e la procedura esecutiva prosegue regolarmente.
Devo rinunciare al ricorso tributario per accedere alla rottamazione sui carichi comunali?
Sì. Come nelle edizioni precedenti, l’accesso alla definizione agevolata richiede la rinuncia ai ricorsi pendenti relativi ai carichi inclusi nella domanda. Prima di scegliere la rottamazione, valuta la solidità del ricorso e confronta il risparmio ottenibile con la definizione rispetto alle probabilità di successo nel merito.
Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali