Rottamazione crediti enti locali la proposta ANCI 2025


Se la proposta ANCI venisse recepita nel decreto fiscale, i clienti con debiti verso Comuni e altri enti locali — già affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione — potrebbero accedere alla rottamazione alle stesse condizioni previste per i carichi erariali. Attualmente questi crediti restano fuori dalla rottamazione quater (L. n. 197/2022) salvo adesione volontaria dell’ente, che in pochi casi è avvenuta. Monitorare l’iter del decreto fiscale e mappare subito i carichi affidati ad AdER per conto degli enti locali è la mossa concreta da fare ora.

Punti chiave

  • La rottamazione quater (L. 197/2022) esclude i crediti degli enti locali affidati ad AdER salvo adesione volontaria.
  • ANCI chiede l’estensione automatica della definizione agevolata anche a questi carichi nel prossimo decreto fiscale.
  • I professionisti devono verificare subito quali posizioni dei clienti riguardano debiti con enti locali riscossi da AdER.

Per ogni studio che assiste clienti con cartelle esattoriali, la posizione sui debiti verso Comuni, Province e altri enti locali riscossi da Agenzia delle Entrate-Riscossione merita una verifica immediata. Se la proposta ANCI venisse tradotta in norma nel decreto fiscale attualmente in preparazione, si aprirebbe una finestra di definizione agevolata finora preclusa per la maggior parte di questi carichi. Non è ancora legge, ma il timing è quello giusto per anticipare i clienti.

L’ANCI ha formalmente rilançiato la richiesta di estendere la rottamazione delle cartelle anche ai crediti degli enti locali già affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, in occasione del confronto sul prossimo decreto fiscale. La notizia è riportata da La Gazzetta degli Enti Locali.

Il contesto normativo

La rottamazione quater, introdotta dall’art. 1, commi 231-252, L. 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023), ha consentito la definizione agevolata dei carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, con stralcio di sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, l’art. 1, comma 235, della stessa legge subordina l’applicazione della misura ai crediti degli enti locali alla previa delibera di adesione dell’ente creditore. La stragrande maggioranza dei Comuni non ha deliberato in tal senso, lasciando fuori dalla rottamazione una quota rilevante di cartelle. Sul punto, il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti) e le norme sull’accertamento delle entrate locali (art. 1, commi 784 e ss., L. 160/2019) confermano l’autonomia degli enti nella gestione del proprio credito, autonomia che però si trasforma in un ostacolo pratico per il contribuente.

Cosa cambia per lo studio

  1. Mappatura urgente dei carichi: verifica subito, tramite estratto di ruolo AdER, quante cartelle del cliente riguardano crediti vantati da enti locali e se l’ente ha deliberato l’adesione alla rottamazione quater — pochissimi lo hanno fatto.
  2. Monitoraggio del decreto fiscale: l’iter parlamentare va seguito settimana per settimana; se la norma entra, i termini di adesione saranno probabilmente stretti (la rottamazione quater prevedeva 30 giorni dalla pubblicazione in GU per la domanda).
  3. Informazione proattiva al cliente: segnala subito ai clienti con debiti comunali la possibilità in corso — un’aspettativa legittima non è un diritto, ma consente di sospendere valutazioni su altri strumenti deflattivi (es. rateizzazione ex art. 19 D.P.R. 602/1973).
  4. Distinguere la natura del credito: tributi locali (IMU, TARI, addizionale IRPEF comunale) seguono regole diverse rispetto a sanzioni amministrative o entrate patrimoniali — la futura norma potrebbe differenziare le categorie.
  5. Verificare eventuali procedure esecutive in corso: se AdER ha già iscritto ipoteca o avviato pignoramento su beni del cliente per conto di un ente locale, l’eventuale adesione alla rottamazione sospende l’azione esecutiva ai sensi dell’art. 1, comma 244, L. 197/2022 — ma solo se il credito rientra nell’ambito della definizione.

Attenzione a

Il rischio principale è consigliare al cliente di attendere la rottamazione senza verificare se l’ente locale creditore abbia già aderito o meno: in quel caso la definizione agevolata è già tecnicamente accessibile, e perdere la scadenza per inerzia espone a responsabilità professionale. Controlla la delibera comunale prima di dare qualsiasi indicazione.

Un secondo errore frequente è confondere i crediti affidati ad AdER con quelli gestiti direttamente dall’ente tramite un concessionario privato (es. società in house): questi ultimi non sono coinvolti dalla rottamazione statale e richiedono trattative separate con l’ente o il gestore, senza alcuna garanzia di condizioni agevolate.

Domande frequenti

I debiti con il Comune possono essere inclusi nella rottamazione quater?

Solo se il Comune ha deliberato la propria adesione alla rottamazione quater ai sensi dell’art. 1, comma 235, L. 197/2022. In assenza di delibera, i crediti comunali affidati ad AdER restano esclusi dalla definizione agevolata. La proposta ANCI mira a rendere automatica questa estensione con un intervento normativo nel prossimo decreto fiscale.

Come faccio a sapere se il mio Comune ha aderito alla rottamazione quater?

Devi verificare le delibere pubblicate sul sito istituzionale del Comune nella sezione Amministrazione Trasparente, oppure consultare direttamente l’ente. AdER non fornisce questa informazione in modo aggregato. In alternativa, l’estratto di ruolo indica l’ente creditore e consente di risalire al tipo di credito e alla sua gestibilità in sede di definizione agevolata.

Se la rottamazione viene estesa agli enti locali, entro quando bisogna presentare la domanda?

La norma non è ancora in vigore, quindi non esistono termini ufficiali. La rottamazione quater originaria prevedeva una finestra di 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per presentare la domanda telematica su AdER. È ragionevole attendersi un meccanismo simile, ma tutto dipende dal testo definitivo del decreto fiscale.

Fonte di riferimento: GazzettaEntiLocali